"Le Foreste a precedere le civiltà , i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand
Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)
Ogni comunità umana tende ad auto - organizzarsi intorno ad un leader, di cui condivide orizzonti culturali e prospettive. Rappresenta per l’individuo la proiezione junghiana del proprio Super – Io cosciente.
Astrusio
Attenti al Cane
Chinaski77
Conny
Diablera
Diario Notturno
Donna Trash
Er Gatto
GirlFromMars
Il Giovane Sto
Il Quaderno delle Menzogne
Immediate
In Eterno Movimento
Jolly - HopFrog
Kayman
Lo Sceicco Bianco
Macchia Nera
Malinka
Mantellini
Mimhe
Nikink
Pasta Al Tonno
Personalità Confusa
Phoebe
Progetto Ghiaia
Scritto per non durare
Shaithana
Sognarsi Addosso
Tommy Labranca
Un Gatto Solitario in Svezia
Wizdom
utente anonimo in Da Piccolo volevo fa...
body0581 in Da Piccolo volevo fa...
visitato *loading* volte
Non c'è dubbio. Il sito dei Papaboys ha veramente una marcia in più. Soprattutto le notizie ANSA real time da Padre Pio sono l'elemento di punta, ma anche la sezione "accedi ai servizi" brulica di innovazione. Così imparo a non andare alle lezioni di catechismo.
Visto che oggi si parla di cinema (e quì non succede NIENTE), ne approfitto per rifare i complimenti all'ottimo "L'Esercito delle 12 Scimmie" che ieri mi sono rigustato a distanza di molti anni dalla sua ipnotica visione al cinema. Sicuro che è un film che va rivisto, per apprezzare il tono grottesco che pervade ogni scena e che di primo acchitto è nascosto dall'angosciante dipanarsi dell'assurda trama....notevole è anche il fatto che l'ipotesi di un delirio da parte di Bruce Willis, che non avevo mai preso in considerazione la prima volta, è in effetti del tutto plausibile per tutto il film. Ed anche la filosofia di fondo no global ed ecologista assume ad oggi tutto un altro peso...nel 96 era financo troppo avanti...o forse non potevo apprezzarla del tutto. Così è da 8 pieno.
Se un attento lettore scorresse il mio taroccato Curriculum Vitae, potrebbe trovare ad un certo punto tra le “Esperienze professionali”: Web Designer e Web Master. Questa è la storia di come mi sono gratificato di tali importanti qualifiche. Retrospettivamente, che magnifica avventura.
Doctor Good è il figlio viziato e spostato del proprietario di una discoteca di basso profilo…quelle a metà strada tra night e balera. All’apice della bolla della gnueconomi (ma proprio IN CIMA), il Doctor Good decide di lanciarsi nel magico e rutilante mondo del E – commerce (che come dice Lui: sarà pure E, ma sempre commercio è, ed io lo so, il commercio), creando un PORTALE (chi si ricorda questa parola??) che vendeva prodotti alimentari tipici ed artigianato della nostra regione (GOOD ITALY.COM). Doc Good forma subito intorno a sé un team affiatato, esperto e motivato:
- Il sottoscritto: (agganciato con l’inganno, con la scusa che sarebbe stato un lavoretto di pochi giorni e con una birra gratis) WEBMASTER e WEBDESIGNER
- Larry: un genio nel disegnare i suoi amici, ma l’uomo più lavativo che abbia mai conosciuto. GRAFICO (Lui disegnerà la mascotte di Doc. Good)
- Giamba: il programmatore JAVA, PERL e cacate varie. Creerà un motore di ricerca ultrarapido (800 ore uomo - lavoooro!!) nel cercare le parole prosciutto e formaggio. Assomiglia a Nedry di Jurassic Park da spavento
- L’appariscente fidanzata venezuelana di Doc Good, poi correttamente classificata come sontuoso travestito (FACTOTUM)
- Il Presidente locale di Azione Giovani – Fiamma Tricolore: una figura neutra ed equilibrata per tessere i rapporti con i futuri clienti e le Istituzioni (PIERRE)
3° giorno dall’Inizio dell’Impresa: Doc Good si dichiara sconcertato dal fatto che quelli di NIC non gli abbiano registrato il dominio. P., indagando sulla faccenda scopre che le email di Doc Good non sono mai partite perché il modem non era attaccato alla presa del telefono.
15° giorno A.I. : Doc Good rifiuta la 650esima versione dell’home page. Millanta di avere ordinato una “server farm” che richiederà un capannone apposito vicino alla piscina. P. nota che nella villa vicino a quella di Doc Good ci sono degli struzzi. Doc Good minaccia un giorno o l’altro di decapitarli tutti.
19° giorno A.I : Doc Good invita il suo staff per una “cena di lavoro”. Ubriaco fradicio smanaccia la (il) venezuelana davanti a tutti e si lascia andare a racconti poco edificanti sul Presidente della SILCA (quella della chiavi) che frequentava donnine.
23° giorno A.I. : Doc Good fa venire urgentemente P. a casa sua per “aggiustargli” la stampante. Bevono 24 birre facendo spassosi progetti sul lancio imminente del portale. La venezuelana comincia a sorridere a P. troppo spesso.
27° giorno A.I. : Dopo aver visto il fantomatico motore di ricerca di Giamba all’opera, Doc Good ha il colpo di genio e decide di spostare il “discorso portale” anche su altri “lidi” che “si sa, funzionano sempre”. P. è costretto a preparare dei link a siti porno venezuelani. Le hit sono: Vanity Lui, Vanity Lei, Vanity L’Altro. Il motore di ricerca è ricalibrato su parole zozze.
28° giorno: Doc Good vuole che la mascotte sia ridisegnata. Desidera che somigli a Lui Medesimo, solo con un fallo di gigantesche proporzioni. Consiglia a P. e Larry di “vedere” più donne e aggiunge che lui potrebbe dare una mano in tal senso.
37° giorno: Doc Good dichiara allo staff che ha intenzione “per Natale” di acquistare FORSE la “server farm”. Per il momento, bisognerà far girare tutto sul PC di P.
40° giorno: Doc Good parte misteriosamente per prendere contatti in Venezuela. Lo staff, oramai atterrito, ne approfitta per dileguarsi PER SEMPRE. Giamba cambia identità, P. scopre la bellezza di tenere il cellulare spento e cerca di venirne fuori.
E’ questo è più o meno tutto. Spero che sia stata una bella storia. Il sito bello che pronto (ed era bello eh) è ancora archiviato su questo pc.
Vi sollazzo con una storia che quasi nessuno conosce, o conosce in maniera molto distorta, ed è pazzesco perché è una delle più grandi catastrofi ecologiche della nazione. Fino a 130 anni fa, nel cuore nero e selvaggio dell’Appennino c’era un lago. E non era piccolo, era il secondo lago d’Italia per estensione: il lago Fucino. Da millenni tutti lo volevano far sparire, essenzialmente perché era un lago privo di emissari, dunque il suo livello variava di moltissimo con le piogge, i disgeli e tutto il resto, provocando periodiche alluvioni nei terreni circostanti. I Romani crearono un fiume di appoggio, risolvendo in parte il problema. Ora, vi diranno che era una palude puzzolente e malsana, ma non è vero una mazza; immaginatevi un’estensione immensa, tipo 60x20km, e tutt’intorno paesi bellissimi con castelli che si affacciavano sul lago, migliaia di persone che vivevano di pesca e caccia lacustre. Poi, un coglione di conteprincipe vittoriano senza un cazzo da fare, Torlonia, decise di “bonificare” (parola orrenda e blasfema) e con un’opera allucinante di impatto ambientale pari ad un’esplosione nucleare, in 20 anni svuotò il lago.
Ancora adesso, se passate sull’autostrada A25 Roma – Pescara vedrete questa immensa piana, destinata a patate e barbabietole (ma avvelenata dai concimi chimici e con rese in progressivo ribasso), ricoperta perennemente di nebbia e devastata dal cemento. Tempo fa si diceva che ci fossero i silos per i missili intercontinentali nascosti lassotto. I paesi affacciati sul lago, ora sono tristi accozzaglie di case che danno sul nulla. Uno di loro, Ortucchio, era su un’isola nel lago, ora è un’assurda escrescenza pustolosa sospesa nella nebbia. Già, perché il clima è cambiato (e ci sono studi scientifici e modelli climatici altrochecazzo): via l’umidità mitigante, via gli inverni dolci, adesso non piove quasi mai e fa un freddo della madonna (c’ho vissuto 6 mesi e lo sò). Il terreno è inacidito, ed infatti il vino della zona è il peggiore che abbia mai bevuto. Scomparvero il 95% delle antiche specie di uccelli e tutto l’ecosistema lacustre. I vecchi pescatori diventarono i nuovi servi della gleba per i latifondisti che si divisero la terra emersa.
Virgilio amava alla follia gli scorci malinconici del Lago Fucino. Adesso il posto è di una tristezza lunare che fa veramente spavento. Ma i libri di scuola lo chiamano ancora progresso.

Ma quanto è straordinariamente bella questa femmina?? (Come per il sesso degli angeli, è un dogma, esigo non essere contraddetto)
Ok, spaccarsi il cranio ed altri organi più o meno vitali con sostanze estranee fa male alla salute. Però non è che questo ostracismo va esteso a priori all'idea di alterazione della percezione; in Matrix ci hanno spiegato tutto risparmiandoci la fatica di leggere Huxley, la realtà non è altro che un insieme di percezioni chimiche standardizzate per specie, che come tali possono essere manipolate, deformate, come vividi passaggi a geometrie non euclidiane...dal mio punto di vista è utile a riportare le cose nella giusta prospettiva. Alla fine, non si tratta altro che di una Grande Illusione...per non parlare del fatto che favorisce con l'abbattimento di ogni punto di riferimento l'apertura verso la tolleranza e la condivisione delle idee degli altri ... una specie di palestra psicologica insomma. E non stiamo quì a ricordare che l'estensione e l'alterazione della coscienza attraverso ogni sorta di rito sciamanico rappresenta uno degli spartiacque che separa il Saggio (ed in definitiva, l'intellettuale) e la Ricerca della Verità, dal resto della vita quotidiana, in ogni società umana.
Verso la fine dei 90, prima che uscisse Matrix ma dopo Fight Club, avevo letto Huxley ed ero nella briosa e magica fase della compartecipazione tra pensiero ed azione, e decisi scientemente di infilarmi in un succoso viaggio verso l'estensione della coscienza. Proprio un viaggio fu, nel senso che partimmo alle 2 AM per Taranto in una UnoBianca, 4 piccoli talenti lungo l'Adriatica deserta per 500km alla ricerca della Verità. Colò, talento dello sballo ineguagliato ancora adesso, infilò qualcosa di cui ancora ignoro la composizione chimica ma rimembro quella spirituale, all'interno dei torcioni che mai stanco preparava alla luce di servizio della UnoBianca e ben presto ero lì che guardavo la voce di Bono che usciva dalla radio e si infilava in volute fumanti nello spazio tra il guardrail e la strada. Uno rideva, tutti ridevano. Uno piangeva, tutti piangevano. Uno doveva pisciare, tutti dovevano pisciare. Quale meravigliosa compartecipazione nell'essenza del Tutto. Poi, la fermata su quell'autogrill deserto delle Murge, che quando ho rivisto Paura e Delirio a Las Vegas mi son spaventato tanto era uguale. L'uscita dalla macchina, con le gambe che tremavano ed il passo sbilenco, la perplessità nel vedere avvicinarsi il carrellone dei Chewing - Gum e delle patatine sulla propria traiettoria e il disappunto nel notare che non si spostava, e la fragranza assoluta del suo rumore mentre ti si rovesciava in testa in una scena degna di Charlie Chaplin...ed il gestore che vi inseguiva roteando tipo una mazza da cricket gridando "Tutti fuori, massa di drogati!!!"....ad avere il video delle telecamere di sorveglianza.... e poi il mistico momento dell'Illuminazione, quando vidi sorgere ai prodromi dell'alba un immenso ammasso di montagne come quelle tolkeniane in pieno Tavoliere delle Puglie e la tragica consapevolezza di una Cassandra non ascoltata quando notai che gli Altri non percepivano il momento solenne di tale Creazione. Ed infine l'arrivo a Taranto, con quella palla incadescente di luce che emergeva dalle acque e ti si mangiava il cervello. E poi....poi tornammo a casa.
E fu così che diventai Saggio.
Il mio coinquilino ha annunciato ufficialmente il suo abbandono tra 3 settimane a questa parte. Va in un bilocale (riducendo la metroquadratura, I suppose) con un amico. Mah. La convivenza con gli amici non funziona mai. Un vero amico non ti sta in giro per casa a scassare tutto il giorno. Comunque, urge una nuova presenza, e nonostante siamo già sulla coda della distribuzione della pazzia, temo che riuscirò a trovare qualcosa di PEGGIO...ultimamente sono pieno di ottimismo e vitalità.
Anyway, se siete interessati ad una singola in appartamento al primo piano su "viale alberato" (si eppoi in più c'è anche un enorme albero di cemento steso in orizzontale per un paio di km), cucina abitabile, televisore senza retequattro, vista filovia 91, potrei valutare la vostra posizione. Severe Droughts.
Ah. Quello della foto sono io. Non il mio coinquilino. Se fa Outing il mio primo discepolo Hopfrog (nei commenti all'ultimo post), mi tocca pure a me. E poi per completezza, se volete venire a vivere quà, non mi sembra sbagliato, effettivamente.
Nuova settimana, vecchie paranoie. La mia generazione sta cadendo in pezzi. Fisicamente, intendo. Oramai le discussioni con i vecchi scapestrati riguardano gli acciacchi, il mal di schiena, sorpresine varie scoperte in giro per il corpo, vado a dormire ormai sempre alle nove. Devo ammettere di essere entusiasta come un garrulo settantenne di condividere questa "scoperta della vulnerabilità del corpo", visto che il 2005 mi ha già portato un sacco di simpatiche affezioni, come due carie gigantesche, venute su nonostante lo spazzolino assiduo e ricorrente, una sontuosa otite candidata a diventare cronica, ed in genere una crescente ipocondria di carattere ossessivo, alimentata da stress post traumatico (v. situazioni come quel dì di Novembre). Ok, effettivamente, ho avuto una vita un filo irrequieta ed il corpo mi si è pazientemente portato appresso permettendomi le mie porcate per un discreto numero di anni, ma non mi sembra una ragione giusta per piantarmi in asso così PROPRIO adesso ... la mia identità psicologica ne soffre alquanto.....insomma, uno ci mette tempo, lavoro, dura dedizione, coerenza, per costruirsi la figura di intellettualartistamaledetto...ci scava dentro e ci si annida, poi quando si potrebbe mettere lì comodo e godersi la sua rendita, ecco quà che all'improvviso non sei più artista, diventi un ex - artista, che te la puoi giocare lo stesso mettendo in luce le diversità con la tua nuova posizione, ma che in generale suona molto diverso e può fare sfiga assai, che te la stai lì e la meni con "novità" di 4 anni fa, ti abbandoni ad amarcord patetiche, e millanti un giro che non conosci più. Insomma, cerchi di riciclarti con pazienza da intellettualaccademicomaledetto, (che è un pò inflazionato però) ed ecco che improvvisamente non ti puoi concedere più di essere maledetto e moderatamente autodistruttivo perchè il tuo corpo si è già seduto sulla sedia a dondolo a commentare Proust. Ed essere ex maledetto suona ancora più sfigato, eccheminchia. Anche il mio cinismo di maniera ne risente. Mamma mia. Neopensionato ventottenne cerca nuova identità. Gradite referenze. No perditempo e nottate in bianco. Sennò la mattina chi si alza.
Indeciso tra uno post serioso ed uno specioso sull'evoluzionismo, indulgo invece nel rimembrare un fumetto bellissimo, sui cui ho covato in nuce la mia ideologia ecologista....credo che per un breve e fortunatissimo periodo sia girato direttamente il cartone, ma nella mia infantile teledipendenza non l'ho mai beccato. "Nausicaa nella Valle del Vento" (che è ad occhio dello stesso disegnatore di Conan.....quello del diluvio e del mondo che può cambiare...) è una storia straordinaria di morte e rinascita in stile nipponico - catastrofista: siamo in un medioevo prossimo venturo agricolo - militare, su una Terra avvelenata a metà da una vecchissima guerra chimica ... da una parte dei reami settecenteschi in perenne guerra tra loro per le poche risorse rimaste in giro, con una vecchia tecnologia bellica fatta di Mitragliatrici Maxim e Dirigibili da guerra ... dall'altra un'immensa foresta mutante contaminata dai veleni chimici, in cui prosperano e vivono favolosi insettoidi simili a falene che sembra abbiano una coscienza collettiva ... il mondo degli uomini è in pericolo perchè la foresta mutante è in continua espansione a discapito del vecchio mondo fatto di mucche, pecore e pascoli idilliaci (che nella lettura si impara ad amare), gli insettoidi rovesciano carichi di uova sulle coltivazioni di neoservi della gleba, e, ovviamente, una nuova guerra incombe .... tuttavia la dolcissima protagonista scoprirà tra vari casini, battaglie (il tratto del disegno è vera poesia) e disperazioni varie, che la foresta mutante è il meccanismo messo in atto dalla Natura per ripulire la terra dai veleni dell'uomo, ed al suo interno si è creato un nuovo ecosistema sano ed in equilibrio, seppure diverso dal precedente, ed è forse giusto che le vestigia della civiltà cedano il passo al nuovo ordine delle cose...e come va a finire non lo sò perchè gli ultimi numeri li ho persi (!!). Questa sceneggiatura lirica e melanconica, racconto di una cultura in declino, il senso di sopraffazione ed il contesto catastrofista mi hanno fatto rimanere questa lettura nel cuore. Alla faccia di Topolino che queste cose non l'ha mai sapute raccontare.
A dispetto di un titolo che fa presagire chissà quali Muccinaggini, Pupi Avati non si smentisce neanche stavolta e sforna, lo dico subito, un gran bel film pieno, denso di riflessioni e di verità nascoste ma non troppo. E’ chiaro che un film del genere richiede la giusta atmosfera: un grigio Lunedì sera, cinema semivuoto, l’Amico Alternativo che preferisce stare zitto per tutto il film e magari anche 10 minuti prima per concentrarsi e 10 minuti dopo per metabolizzare. Affronto la pellicola scettico quasi su tutto, a parte sul regista: trovo odiose le facce degli attori, e un po’ facile e pretestuoso il filo portante della storia: il racconto di una fetta di vita di alcuni ragazzi bolognesi appassionati di Jazz. E invece, gli attori sono precisi, misurati … Santamaria, ricciolino paraculo che in genere mi irrita alquanto, non fa una cazzo di sbavatura per circa 2 ore e leviga un personaggio veramente splendido, il genio e sregolatezza tutta fame di vita che viene dai bassifondi, con alcune perle sparse qua che là che spiccano, Jonnhy Dorelli interpreta se stesso, bolso e disincantato, come non si è mai visto, i dialoghi (a tratti geniali) e i silenzi (soprattutto) e gli sguardi inviluppano lo spettatore all’interno di una vicenda che senza troppo clamore, ci affascina, ci diverte ed offre il piacere sommo e raro della piena immedesimazione. Ci si riconosce nelle passioni che nascono e poi si spengono, nei rapporti di amicizia che maturano tra alti e bassi e poi ci lasciano nell’indifferenza, nelle esistenze che scorrono senza troppo clamore, tra cinismo ed amarezza inquieta dopo le assurde e folli speranze. Una splendida e leggera ironia esalta ogni situazione, anche il finale dolceamaro, molto più amaro che dolce. Da godere in ogni minuto, ed eventualmente, da rivedere. Consigliatissimo.