Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

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lunedì, 27 giugno 2005
Riscoperte: Bingo Bongo 

Solo un sabato pomeriggio alle 15 su rete4 potevo ribeccare Bingo Bongo di Celentano, regia di Pasquale Festa Campanile (1982). Subito ho un bellissmo e straziante amarcord della soundtrack di questo film, che a 5 anni trovavo commoventissima. Ho divuto rivederlo, o vederlo sul serio la prima volta. In teoria il film è una favoletta ecologica, ma trasuda videoclip di costume anni '80 da ogni inquadratura: quella che dovrebbe essere una condanna dello stile di vita urbano e frenetico, è in realtà una compiaciutissima visione della Milano anni '80, unica vera "giungla di città" potessimo vantare e mostrare in TV. Il film in sè, parliamoci chiaro, è straziantemente brutto, e noioso: tra parentesi, vai a fare un film ecologista dove fai recitare una scimmietta da circo che fuma pure ... Però, i videoclip di Celentano che spezzano a caso il film quà e là valgono ASSOLUTAMENTE il prezzo, gente: "Giungla di Città" è fantastica, con Celentano che esce dai tombini zona Piazza Duomo, grandiose inquadrature della "metropoli tentacolare", con un traffico frenetico pieno di Fiat Ritmo (ma quante ce n'erano??) e 127, passaggi sulle scale mobili cromate di fresco della Linea Verde, che quasi sembra l'Underground, gruppi di panchettoni sotto l'Arco delle Pace ... mamma mia che sturbo, insieme a tutti campionamenti elettropop. Non parliamo poi di "Uh Uh", girata in un allucinante discotecone brianzolo chiamato "Kiwi" (aaahhh), con tutta la bella ioventù lombarda dei primi Eighty che balla dietro Celentano alla maniera scimmiesca in un orgia di gonnoni sventolanti, chiome alla melanie Griffith e cravatte colorate da impiccagione...

Al di là del fascino estetico, il film rappresenta perfettamente il livello di comprensione della materia ecologica in quell'epoca arcana, naif e prematuro, da carezza sulla testa della scimmietta che fuma e da "quanto so bbelli i leoni all'Affrica"  e "salviamo i panda che sso simpatici e massacriamo gli squali che sso brutti"... mi fa ripensare ai discorsi ponderosi che ci faceva la maestra alle Elementari, sul fatto che "ogni mese una parte di foresta amazzonica come la Svizzera va in fumo" e "dobbiamo fare qualcosa" . e "i bambini sono il futuro".. sti cazzi, dopo 2 mesi che brucia quanto caz ci mette sta foresta a sparire e ognuno a pensare ai cazzi suoi ed a guidare le Ritmo verso il Miracolo Craxiano. E sse visto che speranza sono stati, quei bambini llà.....

Ah, scaricatevi e mettete a palla "Uh Uh" e "Giungla di Città". Vale la pena.

Teorizzato da: PabloOffline a 12:20 | link | commenti (8) |

venerdì, 24 giugno 2005
Cieli in Terra: Viaggio con la Mente a Baracoa Land 

Sono quì che mi spappolo le orecchie con l'aria condizionata a manetta mentre fuori la città prende fuoco in un'autocombustione senza catarsi, pavento un week - end forzatamente meneghino in canotta e ventilatore proletario, e scrivo un'elegia del Mare Nostrum. Baracoa's Beach. Terra Promessa d'Incanto. Angolo di Paradiso in Terra. Mentre noi siamo quì chiusi nelle nostre bare di cemento a cercare di mandare avanti un sistema balbettante ed insensato, laggù a Baracoa's Beach, bande di studenti universitari fuori corso e disoccupati di lungo corso, sunglasses d'ordinanza + sundek taroccati, si godono l'arietta sempre frescolina dell'Adriatico, su una sedia di plastica bianca, con una birra Moretti davanti, o eventualmente un Ramazzotti se siamo appena dopo pranzo, discorrendo di calciomercato di serie C1 in attesa che Nicola porti le carte al tavolo (insieme alla birra) per il torneo pomeridiano.

Le donne dei nostri eroi sono sul bagnasciuga, a discorrere tranquillamente di abbronzanti e di offerte superscontate per la casetta che il babbino di Lui (quello all'angolo destro col nuovo videofonino samsung, quello colla PENNETTA) ha deciso di comprare per il ,loro matrimonio. I ragazzi più ggiovani si dilettano con il Beach - Volley, ma per i nostri "quasi 30" tutti è giàffatto e giàvvissuto, a parte il giretto tra le zoccole messicane che toccherà ad Agosto, magari prima del matrimonio eh. Intorno alle 18 parte la musica pre - aperitivo dallo stabilimento super - trendy affianco. Stormi di under 20 si fiondano ad ingozzarsi di Negroni e cibi a spaventosa prevalenza di grassi in attesa di bruciare i 35€ della serata tra una spiaggia e l'altra, di quelle che alla mattina ci dormono i barboni e alla sera ci sono buttafuori enormi lampadati (al mare) e collorecchino che ti controllano se la lacoste che porti non è tarocca e sennò non entri. In giro c'è un atmosfera di pace. Un aereo con attaccato il cartello "Mobilificio Vanzetti" ronza a bassa quota. Le moto d'acqua sfrecciano a tutta birra ad 1 metro dalla riva dove giocano i bambini e chiazze gigantesche di mucillagine galleggiano placide nell'immensità. Ah.

Ma sono di nuovo quì, nella mia bara di cemento raffreddata ad elio liquido, e addirittura qualcun o bussa alla porta. Di Venerdì alle 3, ecchecaz. Puff, il Paradiso scompare. Ecco.

 

Teorizzato da: PabloOffline a 14:27 | link | commenti (9) |

lunedì, 20 giugno 2005
L'autobus del Terrore 

Sono tornato, spero per restare, almeno un pochetto ....

H.14.00  Dal vialone cementificato salgono zaffate di calore che distorcono l'aria manco che nel deserto di Acatama. L'ombra più vicina è distante 2km e 300 metri. E non è un albero. Il vecchietto di fianco a me piagnucola un momento contro l'autobus che non c'è, un momento dopo contro "sti stranieeri che l'è pieeno" guardando torvo una nippoperuviana col naso storto. Tutti sudiamo come le bestie. L'autobus si materializza in una nuvola eterea di puzza di gomma e gasolio bianco, monto al centro e già capisco che c'è qualcosa di storto .... chi sono questi strani personaggini che scrivono sgobbati tutti presi sopra dei fogliettini, uno in coda, uno in centro, ed uno in testa al mezzo? Ma lo sò già, controllori, su questa linea dimenticata da Dio, e pure in borghese!! Il problema di questi signorini è che sono schematici ... coprono la loro zona e poi tornano a scribacchiare sopra dei zozzi foglietti e tutto gli sfugge ...compreso me, che sono dietro al soggetto di centro, in una zona supposta "bonificata" e dunque già controllato. Potrei essere arrogante e rimanere là, ma decido di non rischiare e scendo la fermata dopo. La temperatura sembra salita ancora, impossibile. Secondo gli studi scientifici che ho fatto, la prossima è un deposito ATM, la Squadra della Morte sicuramente scenderà là e da lì punterà alla prossima preda ... l'unica è farsi a piedi 600 metri di inferno d'asfalto ed andare a controllare di persona... sempre meglio non rischiare.

La fermata di fronte al deposito riesce ad essere ancora più desolante, tra le carcasse infuocate di bus in rovina. Solo un autista è fermo con altri fogliacci in mezzo al piazzale, inerme di fronte ai devastanti interrogativi della vita. Chiaramente, altri 20 minuti di attesa, senza nemmeno il vandeano vecchietto ad allietarmi. Arriva il secondo bus. Semivuoto. Mi siedo non so perchè a disagio, in una premonizione sciamanica del futuro ... e passano 50 secondi che rivedo lo spettrale Trio della Grande Mietitrice (o dovrei dire, Obliteratrice?) in attesa lugubre .... tttciaff le porte si aprono, e con metodica e straziante ripetitività, i controllini ripetono il loro rituale ... salgono ... sospirano, abbassano la testa e scrivono qualcosa sul loro stracazzo di fogliettino, dondolandosi molto professionalmente sulle sole gambe mentre l'autobus riprende la sua marcia. E cominciano a scannare l'autobus, dividendoselo in zone di caccia.....caz stavolta sono fottuto, ho voluto fare il superesperto del Portogallismo ed adesso mi tocca, è la regola del gioco no? Ma mentre sto per consegnarmi all'Ambasciatore del Male, qualcosa scatta nel mio senso patriottico ferito.... cazzo almeno provaci, non arrenderti così, non consegnarti senza aver combattuto!! Così, con la migliore faccia di culo, consegno un biglietto timbrato il 17 Maggio, ma su una di quelle obliteratrici vecchie, che non si capisce una mazza sia della linea, sia del giorno che della data, tenuto apposta per le  emergenze vere ... et eualà, FUNZIONA, il tizio lo guarda distrattamente, rimane perplesso non capendo una sega, mi riguarda, ma io annoiato sono tornato ai miei (finti) pensieri, e vabbè, si accontenta e procede oltre. La signora col cane dietro viene fregata ed attira l'attenzione dei Satiri. Alla mia fermata me la squaglio con un senso di esaltante vittoria, del ... quando tutto ti sembra perduto guarda in alto e una stella ti indicherà il camminooooo.

Un altra vittoria del senso civico, in questo grande Paese.

Chi si chiede del perchè tutto questo casino per non timbrare un biglietto è un Vandeano!!

Teorizzato da: PabloOffline a 14:49 | link | commenti (15) |

domenica, 12 giugno 2005
Affanculo - 2005 Version (Non è la canzone di Masini) 

Manco per un pò e vedi che succede ... proprio un cazzo di gnente. Ed è un problema serio. Ma mi piace parlare al vento ... voglio stare virtuoso e moderato e campare fino a 100 anni per vedere andare tutto a puttane ed essere uno di quei vecchiacci che dirà "VE L'AVEVO DETTO!! ... magari spaccandovi la mazza sulla schiena se ne ha ancora le forze.

- A tutti quelli che NON sono andati ed NON andranno a votare perchè è una cosa che noi non possiamo decidere che ne sappiamo

- A tutti quelli che "Un giorno la ricerca arriverà, farà, ci darà" .... la Ricerca (oooohhhh) non esiste, esistono le PERSONE che ricercano, perchè non sanno e vogliono sapere .. la Democrazia non esiste, esistono le persone che DECIDONO perchè è la vita. Voi che cazzo fate?

- A tutti quelli che "Alla macchina elettrica, all'idrogeno, un giorno, quando sarà tempo, ci si arriverà, si farà, ci sarà una trasformazione delle coscienze, staremo a vedere", ficcatevi il tubo  di scappamento del vostro catorcio in gola ADESSO.

- A tutti quelli che se ne stanno al finestrino a guardare il proprio miglior mondo possibile passare in alta definizione, aspettando che qualcosa li colpisca FINALMENTE in faccia per vedere se sono veramente vivi. Pazientate e vedrete QUANTO  farà male.

Cari Signori, Andate a CAGARE, con tutto l'entusiamo, il livore e la rabbia che fortunatamente mi abitano ancora. Anzi, andate AFFANCULO. 

Voi ed il vostro STATUS QUO della minchia, la vostra piccola trincea del cazzo. La marea montante reazionaria che lasciate che vi cavalchi, che sfrutti la vostra insicurezza e paura, NON vi salverà. Quelli (le tre R. del male, e compari,  v. Labranca) non sono dalla vostra parte, non lo sono mai stati ne è loro intenzione. Adesso vi convincono a NON fare qualcosa, è molto facile non trovate? Poi vi costringeranno a fare, senza che ve ne accorgiate. Ed io che pensavo di stare ricostruendo un tortuoso percorso verso qualcosa che somigliava alla FEDE. Dio li dovrebbe mandare all'inferno alloro, perchè (grazie, eh) adesso ho riguadagnato altri 15 anni da Ateo Immorale Militante.

 

 

 

 

 

 

 

 

Puah puah puah. 

Teorizzato da: PabloOffline a 22:24 | link | commenti (22) |

giovedì, 02 giugno 2005
Squinternamenti visivo - musicali 

Ecco, forse la mia colpa chiave è che amme mi piace da impazzire come cabarettista Ugo Di Ghero, che sembra faccia proprio l'umorismo spazzatura su misura per me .... avrei già da tempo inserito nel programma di letteratura dei licei le favolette del Pupazzo Gnappo .... Un ricordo di una beltà straziante la mantiene la minifiction "Muratori" che impestava Mai dire Gol di qualche anno fa, in cui Crozza e Di Ghero ci omaggiavano di perle di demenza minimalista storiche ... la cosa che mi lasciava sbatacchiato nell'orgasmo ilare per diversi minuti era la straziante siglia finale ... ve la ricordate "....x me che sono nullitàaaaaaa ... nell'immensitàaaaaaaa" con la camera che volava pindarica verso il cielo al tramonto... (sono ancora in lacrime adesso). Chiaramente, l'ho scaricata subito, ed è diventata uno dei miei pezzi di punta ..... L'Immensità, di Don Backy (1968) è in realtà un signor pezzo, che si pregia di diverse interpretazioni, da quella asciutta e raggrumata nel proprio dolore dell'autore stesso, a quella a gola aperta di Jonny Dorelli (che è quella di Muratori), all'ultima sofisticata e gorgheggiante di Mina. All'inizio del pezzo parte un organo da chiesa di periferia che è un capolavoro totale del trash spontaneo ... ahhh.

Comunque, l'altra sera verso la mezza ero sul treno strapieno che mi ascoltavo a manetta le tre versioni dell'Immensità leggendo una versione su carta riciclata delle Canterbury Tales di Jeoffrey Chaucer, quando questo vecchiaccio che ho di fronte mi inizia a guardare torvo assai, poi quando si accorge che per me potrebbe guardare torvo per 12 ore consecutive senza ottenere nulla, mi fa segno imperiosamente di levare le cuffie e mi apostrofa ostile "Che lo capito fai il giovanotto che non lavori e tarncretinisci co ssa robba rock tutto il giorno, ma io mi sono alzato alle cingue stammattinna e mò c'ho sonno quindi spegni la luce" .... pur'io, porello, ero in piedi dalle setteemmezza, ma l'essere identificato come "un giovanotto che s'arcretinisce colla robba rock" mentre ascolto a tutta palla l'Immensità di Don Backy, mi ha provocato uno strano senso di irrealtà tipo trip acido, come di uno strappo nel tessuto della spazio - tempo  e sono rimasto a guardarlo per 10 minuti senza fare niente.... come quando ho seguito l'incoronazione del nuovo papa ( ..quae sibi nome imposuit ..) ad audio della tele spento con un'alternanza di Moby e Prodigy in sottofondo. Però non è stato malaccio. Devo provare nuove contaminazioni.

Chiaramente, la luce nello scompartimento è rimasta accesa fino all'una.

Teorizzato da: PabloOffline a 17:00 | link | commenti (10) |