Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

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mercoledì, 31 agosto 2005
Dalle Stelle alle Stalle 01 - Futurologi Obsoleti:Gerard K. O'Neill 

Risvegli di Fine Estate ... sempre più convinto (datemi torto, datemi) che l'Aratro per Tutti (e per chi è fortunato, una vacca) è dietro l'angolo, ricomincio a dedicarmi alla demolizione dei cliquè modernisti del nostro tempo. In questo Agosto terribile e vagamente noioso mi sono appassionato alquanto alle sfigatissime vicende dello Shuttle e delle rachitiche ambizioni spaziali, ed ho recuperato un sacco di curiosità interessanti sulla storia dell'astronautica, del volo spaziale e sul loro interesse mediatico, e più estesamente, sul loro impatto culturale. Dio volendo, questo è solo il primo di una serie di Essay dissacratori.

Gerard K. O'Neill è stato un genietto iperattivo del XX secolo ... fisico valente nel campo degli accelleratori di particelle e divulgatore scientifico appassionato ma rigoroso, ebbe la visione a metà dei Seventies di Colonie Spaziali Orbitanti. E ci lavorò sul serio, niente voli pindarici di fantascienza, i suoi furono trattati ben progettati che parlavano di strutture, mezzi di trasporto, costi di gestione, fasi di appalto ... il suo lavoro più importante nel campo rimane questo libro, (qui' una serie interessante di osservazioni) che ho ritrovato in garage buttato tra i tascabili semiporno del periodo .. era così ben scritto (l'ho riletto, che viaggio!!) che la sua visione è poi entrata nell'immaginario collettivo come qualcosa di scontato ed inevitabile ... mi ricordo che negli anni '80 i suoi scenari erano praticamente su quasi tutti i sussidiari di scuola ed atlanti geografici (verso la fine, in fondo..), etichettati come IL FUTUROOO. Anche dal punto ideologico, le sue idee sono state feconde: si parlava di una sorta di ideale anarchico cosmico e squisitamente fricchettone in cui la "gestione dello spazio è riaffidata al singolo ed al suo istinto di esplorazione e scoperta" .... l'allucinante setta degli Anarchici Spaziali (di cui parlerò diffusamente presto) deve con ogni probabilità la sua genesi dalle idee scoppiettanti di questo psichedelico capellone della scienza. O'Neill morì all'inizio dei '90 di leucemia, molto probabilmente contratta per via del contatto continuo con radiazioni ionizzanti, con la non troppo segreta convinzione di lasciare un segno nella Storia (tutti, ci credono tutti, alla fine..).

Ma dov'è finito il Futuro dei Sussidiari di Scuola Media e degli Atlanti Geografici De Agostini 1980?? Nel ben scritto libro di O'Neill come in altre visioni del Futuro in voga nei '70 (scovarli e leggerli è una goduria, credetemi), c'è un Assioma Cardine che nemmeno un approccio rigoroso e pacato riesce ad intaccare: l'insensata certezza che ci sarebbe sempre stata un'illimitata fonte di energia a bassissimo costo per tutti i più complessi e visionari progetti ... il costo di portare oggetti in orbita, che è e rimane uno dei pochi problemi chiave della questione, viene sì considerato, ma bypassato come trascurabile, sostenibile, non seriamente influente.

D'altronde, riesce ancora adesso difficile immaginare un Futuro di questo tipo (se ne parlerà..), figuriamoci negli sfolgoranti Seventies. Ma quando si dovrà scegliere (...PRESTO...) se riscaldare le case o bruciare immani risorse per mandare un attrezzo maldestramente progettato e costruito a fare costosissime foto e defecazioni complicate in orbita, quale credete sarà la priorità? Riaggiustiamo (magari con un nuovo sussidIario, SI'!!) la nostra idea di FUTURO, e risparmiamo per comprare una vacca.

Teorizzato da: PabloOffline a 21:23 | link | commenti (3) |

sabato, 20 agosto 2005
Raccomandazioni - Issues 

Per chi voglia realmente approfondire un qualsivoglia argomento di carattere scientifico, ma di interesse collettivo, senza rovinarsi su testi specialistici, questa rivista online è VERAMENTE fantastica (oltreche straordinariamente FREE nell'accesso e nella consultazione). VERI esperti di ogni campo danno la loro articolata opinione in articoli, saggi, recensioni di testi. Il tutto esaustivo e tremendamente interessante, ma mai inaccessibile dal punto di vista tecnico. Una pura goduria intellettuale.

Al momento i miei Issues favoriti rimangono:

- Peaking Oil Production: Sooner Rather Than Later?  ROBERT L. HIRSCH ROGER H. BEZDEK ROBERT M. WENDLING

Una disamina realmente oggettiva e spassionata (ma appassionante) sull'incombente (se non presente) problema di transizione energetica

- Is Human Spaceflight Obsolete?  

 JAMES A. VAN ALLEN (quello delle fasce di Van Allen, tra i promotori del lancio del primo satellite di ricognizione scientifica americano)

Per chi non ne può più di sentire le cagate del TG5 su Shuttle in Avaria e pessimismi televisivi e vuole un serio punto sui fatti

Ma c'è ne da leggere PER MESI (uhhhhh) ........

Teorizzato da: PabloOffline a 14:58 | link | commenti (1) |

venerdì, 12 agosto 2005
Climate Changes on Middle Adriatic Coast: Perspectives 

Quì sul Medio Adriatico sta facendo un Agosto di cacca, instabile e freddo. Ma è un pezzo che si alternano primavere fredde e ventose ad estati penose ed inverni rigidi con neve fino sulla spiaggia .... gli autunni appaiono invece spesso miti, almeno fino alla fine di Novembre. Con mamma che dice che una volta non era così, un sacco di tempo da buttare in casa e il 95% delle riviste scientifiche pubblicate nel mondo accessibile (viva l'università) con pochi clic da quì, mi sono messo a fare ricerche al riguardo. Questo è quello che ne è uscito.

Il Mare Adriatico è un sistema chiuso. E' poco profondo, stretto e lungo. La scarsa profondità facilita il suo veloce raffreddamento nel corso dell'Autunno (e questo è uno dei motivi per cui a parità di latitudine, a Roma e sul Tirreno ci sono sempre 6 - 7 C in più in inverno). L'estensione in longitudine favorisce invece una variazione di temperatura maggiore delle acque superficiali: questo è una delle spinte che provocano la cosiddetta "circolazione termoalina" delle acque, per cui acque calde fanno il loro ingresso dal mediterraneo e spingono le acque fredde in senso antiorario nel bacino fino alla loro riuscita nel mediterraneo; un ulteriore raffreddamento e diluizione delle acque è svolto dai fiumi (in primis il Po) che scaricano acqua dolce e relativamente gelida nell'Alto Adriatico ... quest'acqua poi scende lungo la costa italiana; dall'altra parte, a Kvar per esempio, se la passano molto meglio e la temperatura superficiale dell'acqua è sempre maggiore. Questa è la fisiologia standard del sistema.

L'aumento complessivo della temperatura atmosferica ha avuto notevoli implicazioni sul sistema di circolazione termoalina dell'Adriatico. Un ridotto differenziale di temperatura tra acque ed atmosfera (quì SEMPRE  più calda delle acque, in ogni caso) ha rallentato il raffreddamento del mare nel corso dell'Autunno ... in sostanza l'Adriatico è spinto a rilasciare con più lentezza il proprio (scarso) calore. Tale rallentamento però ha avuto ripercussioni a cascata sulla circolazione termoalina delle acque ... la riduzione del differenziale della temperatura superficiale dell'acqua ha in qualche maniera "sabotato" il circolo di ingresso di nuova acqua calda nell'Adriatico, che arriva ora a ritmo notevolmente ridotto. In sostanza, una volta speso il potenziale di calore accumulato nelle turbolenti estati, l'adriatico diventa una specie di laghetto immoto, gelato e tetro per tutto l'inverno, favorendo temperature (insieme all'ingresso delle perturbazioni e dei venti siberiani) insolitamente e durevolmente rigide, in paragone con il versante occidentale della penisola.

Adesso, mentre tutta Italia è al sole, quì piove e tuona. E stasera mi si rovina il berbecue in terrazza, porca maiala!!

Teorizzato da: PabloOffline a 16:11 | link | commenti (3) |

venerdì, 05 agosto 2005
The Chitarella Code: A TreSette Scientific Approach 

Il Primo Trattato sul Gioco del TreSette risale al 1750, scritto da un tal Chitarella. Esso è compendiato da un decalogo di regole essenziali che determinano lo spartiacque tra l'onesto giocatore e la bestia. Le differenze chiave poi la fanno la capacità di memorizzazione delle carte in uscita e l'esperienza sulla probabilità di vittoria in giocate a rischio.

Ma a distanza di 2 secoli, sono le regole di Chitarella ancora attuali, nel gioco agonistico e violento pieno d'alcool e bullismo dei baracci di periferia? Il presente post intende rivedere con un nuovo occhio critico il decalogo chitarelliano dell'"Onesto Giuocatore":

1.   Chitarella dice:

Di prima mano, con il tre, non devi mai bussare.

Un'antica valutazione del più attuale: "Chi bussa perde l'asso". A gioco ancora coperto, dichiarare di comandare sotto un palo da un indubbio vantaggio informativo all'avversario. Numerose scuole aborrono ancora oggi la dichiarazione di Tre. Chi ha il Tre deve vedere scorrere il gioco ed eventualmente intervenire, mai guidarlo. In prima manus soprattuto. Esemplare e Chiarificatore. Validità Attuale: 100%

2.  Chitarella dice:

Se hai una rientrata puoi bussare forte e risoluto.

Del genere, fuori tutto, posso riprendere altrove e farmi 2 pali buoni. Solo una bestia potrebbe non eseguire. Validità Attuale: 100%

3. Chitarella dice:

Si usa bussare con tre carte oltre l'ammattatore (carico).

Nel gioco classico, non si chiama un gioco senza averlo almeno terzo, a rischio di subire la "messa a giro" degli avversari del proprio carico. In un gioco prudente, la chiamata dell'Asso Terzo è già un bel rischio, e personalmente l'aborro, ma il Due terzo può essere interessante. Il Tre terzo rischia di essere un gioco molto debole, ed andrebbe chiamato solo se non ci sono alternative migliori. Bussare con il Due secondo è Gioco Estremo a rischio di bestialità. Il Tre secondo si striscia subito e poi si riesce con la più bassa (rischioso anch'esso). Validità Attuale: 70%

4.  Chitarella dice:

Col re quarto, accompagnato da cavallo e donna, bussa per malizia.

Altrimenti definito "Liscia e Busso" o Liscio Vero. Se non si ha per riprendere (da lì la chiamata "Fuori la Napoli", magari è meglio starsi zitti. validità Attuale: 50%

5. Chitarella dice:

Con il re o l'asso terzo non si bussa ne' si scarta.

Ponderata specificazione del punto 3. Chiamare Terzo Liscio con il Dieci spesso serve a farselo mettere a giro. Evitabile. Validità Attuale: 100%

6. Chitarella dice:

Sapendo che il compagno ha il tre, gioca il due del tuo ventotto.

Regola spartiacque tra il Giuocatore e la Bestia. Giocando il Due, anche se il Tre non cade, ci si assicura una presa e si constringe eventualmente l'avversario a tirare fuori le figure. Una chiamata con il Ventotto fatta con una scartina è da aborrire, dato che consente all'avversario di tenere il Tre, utilizzare utilmente un Re o un Cavallo e cambiare sicuramente gioco. Validità: 100%

7. Chitarella dice:

Se hai il venticinque col re, e' di regola bussare col tre.

Lo sapevate? Personalmente mi sfuggiva. Bella chicca che aiuta a regolarsi. Validità: 250%

8. Chitarella dice:

Di solito gioca al seme dove scartano gli avversari.

Molto raffinato. Non basta guardare il proprio scarto ma conviene guardare quello degli avversari. Esso probabilisticamente fornisce un informazione doppia e giocare allo scarto combinato dei due spesso garantisce una giocata azzeccata. Un corollario immediato del teorema è quello secondo cui si dovrebbe evitare di fornire all'avversario un informazione troppo facile e diretta sul proprio scarto (se il mio compagno scarta ripetutamente coppe, evitare di farlo anche noi, eventualmente piombando una carta di rientrata) .... Si rischia ovviamente la bestialità. Validità Attuale: 80%

9. Chitarella dice:

E' vergognoso giocare contro lo scarto del tuo compagno e giustificarti che ti eri distratto.

Meditate gente, meditate. Validità: Indiscussa

10. Chitarella dice:

L'avarizia e' sempre una brutta cosa ma alle carte e' deleteria.

Fulminante. Analogo della regola del Sacrificio degli scacchi (e chi dice che il Tressette non è filosofia eh?). Personalmente, che sono risicone di natura e tendo a giocare sulla difensiva (anche a scacchi) dovrei imparare da questa regola a fare meno la Bestia.

11. Chitarella dice:

Preoccupati di fare prima il punto, se vuoi essere buon giocatore.

Regola ambigua. Potrebbe essere un richiamo al vizio inveterato (anche nel sottoscritto) di voler fare l'ultima presa (o altrimenti di "Chiudersi in Mano") sacrificando prese e punti nella fase iniziale ed intermedia del gioco. Va moderata con la precedente. Anche quì andiamo genericamente sul filosofico.

Le mani controverse a cui andrò incontro in futuro potrebbero essere postate per un più ampio commento da parte della comunità scientifica tutta.

(..........Se non smette di piovere, quì sono guai...........)

Teorizzato da: PabloOffline a 16:47 | link | commenti (5) |