......stavolta da Accreditato Invited Conference Speaker in CRAVATTA (sempre con la PostePay però...).
Vorrei essere in qualche modo entusiasta, oppure innervosito, occhenesò provare una qualunque emozione umana diversa da questo mezzo scazzo molto simile a quando devi andare a comprare per papà al ferramenta 3 viti filettate spesse, 1 barattolo di solvente ed un pugno di chiodini, pioviggina e devi parcheggiare sicuro in doppia fila, mentre in tv sta proprio cominciando Futurama ..... sto invidiando quelli che si daranno al Calcio Balilla Alcoolico questo week - end, persino sul pessimo biliardino di Mimmo.
Ci vediamo tra qualche giorno.
Da un'idea di Ilaria, una storiellina (carina, come tutte le storielline firmate Pablo80ities) con annessa morale psicoonto - che si può anche evitare, volendo...
Parlando di donne, non sono stato proprio uno di quelli che si definisce precoce (mi consolo con quello studio scientifico che lega in maniera inversa la precocità con il QI), ma intorno ai 10 anni ero quello che si poteva definire proprio un bel bamboccio, e pure cattivo, e credo che sia stato il mio periodo di maggior successo (.......) ... molestato da ragazzine già in sviluppo tettoriale con un paio di anni in più, star sui diari non troppo segreti di bambine che portavano ancora il grembiule bianco (ahhh che nostalgia), manco mi potevo godere a fondo questo discutibile status perchè tanto non me ne fregava niente. Però, se lo devo rimembrare, ho ancora impresso a caratteri vividi quel pomeriggio, a tempo pieno, in cui eravamo ai capi opposti dell'aula come un campo di battaglia:
- Un gruppo di maschiacci e bulli, io in prima fila, tutti intenti a confabulare
- Un gruppo di femminucce in grembiulino bianco (ahhhh che nostalgia), con la coraggiosissima Lei in prima fila perennemente arrossata e le amiche indietro tutte a confabulare. Uno scontro titanico, insomma. Ci si squadrava alla lontana. Non si parlava. Una staffetta era incaricata di portare da una parte all'altra della stanza i bigliettini.
Biglietto Lei: "Ma ti vuoi mettere con me?"
Lui (io) pensa: Beh, sì, mi andrebbe, ma non è che ho tutta ssa voglia di imparare come si fa, proprio oggi pomeriggio.....
Biglietto Lui: "ma dici sul serio?"
- Nell'aula alleggia, a parte i bisbiglii, un silenzio mortale -
Biglietto Lei: "Sì"
Lui (io) pensa: Beh, sì, proprio mi andrebbe, ma con questi quì quà dietro, la risposta giusta è solo NO
Biglietto di Lui: "NO. Non me ne frega niente"
Prevedibilmente, da una parte dell'aula partono pianti ed urla disperate, dall'altra sghignazzi di scherno e trionfo. Un puro cliquè.
Poi però la sera stessa mi ritrovai alla festa di mio cugino Larry (ora pluridivorziato con prole), in un'anticipazione ante litteram di una festa adolescenziale, in una stanza da solo insieme a Lei mano nella mano tutto sorridente e timido a dirle che tanto non di quello che avevo detto non era vero niente, ed ho un ricordo di un'intensità così vivida di quel momento (forse forse si poteva definire "felicità"??) che tutto quello che può essere successo nei successivi 18 anni sbiadisce al confronto. - Quì finisce la storiella -
Il punto è. Perchè? Perchè la mia infanzia e preadolescenza rifulgono in chiarore ed intensità (tant'è che di solito faccio amarcord solo di quel periodo) ed il resto no?
Perchè da adolescente ho imparato il diabolico trucco dell'Automortificazione dei propri obiettivi. Devastato dagli ormoni, sconquassato da un'insicurezza patologica senza pari (magari di radici biochimiche, chissà) che mi impediva anche di salire su un autobus senza sudare abbestia ed investendo risorse psicologiche di abnorme portata, ho scoperto che l'unica maniera di portare a termine le cose, di OTTENERLE tout court, era di investire prima una cospiscua dose di tempo a svilirle, mortificarle, renderle poco appetibili (tanto è tutta una farsa, una stronzata, non è importante, alla fine non ha significato, è ridicola) ... a quel punto, pur rimanendo assolutamente le stesse, erano gestibili dal mio fragile ego alla stregua di routine quotidiana (anche quando verosimilmente non lo erano). In sostanza, ho imparato a DISSACRARE per sopravvivere, ed ad usare il sarcasmo come una specie di frangiflutti per affrontare le difficoltà della vita. Ecco perchè la gente con cui lavoro ed interagisco "a vari livelli" (che orrido eufemismo) in genere finisce per non sopportarmi, perchè sembro prendere tutto così poco sul serio, alla leggera, a svilire per via sistematica il mio (e loro, di riflesso) operato ... e non si accorge che lo faccio, oramai con il pilota automatico, semplicemente perchè non saprei fare altrimenti....non posso affrontare qualcosa con la consapevolezza che sia importante: NON LO SO FARE!!!
In questa maniera, ho vissuto in una sorta di Anticlimax perenne ... ogni singolo successo, emozione, non è mai stata goduta (o sofferta) appieno, ma in maniera slavata, sbiadita, sotto la cortina opaca della mia dissacrazione, sempre più puntuta, acida, fredda, cattiva con il passare degli anni.
Ed il fatto che ne sia consapevole, non mi fa fare un passo verso la soluzione del problema. Come dice Patrick Bateman, aldilà della storiella carina, questa confessione (ed per generalizzazione, questo blog) non ha alcun significato.
Solo cause forza maggiore potevano spingermi ad uscire dal sottobosco metropolitano di bar fetenti e sale da biliardo che mi piace frequentare a Milano per varcare la mostruosa soglia di un locale IperYuppie di zona Corso Como .. ma a volte questo accade ... l'evento raro è rappresentato stavolta da una festa di laurea in cui studenti dell'hinterland ritengono di potersi concedere per una volta la beata sensazione, in un rito di purificazione, di regalare offensive somme di denaro ad una gang di strozzini in abito scuro, tutti tirati, ingommati ed ingellati, sia vittime che carnefici. Beata gioventù. Vabbè sta di fatto che ero moralmente obbligato e per l'occasione decido di spolverare una camicia trendy adatta a matrimoni dinamici in solitaria di vecchie amiche e trascino l'anarchico e sobillatore Max con me, sperando che in qualche maniera mandi qualcosa a puttane, rendendo il tutto meno atroce .... ed insomma siamo lì, al centro di un privè in cui TUTTO sembra prenotato e riservato (financo le colonne, come fa osservare minacciosamente un cameriere indocubano) ma non dai festeggiati, che pure hanno speso una cifra per riservare il Privè ... (deve essere che avevano riservato i metri cubi d'aria del privè, ma non le strutture portanti), dove al buffet salatissimo NON segue nemmeno una bottiglia d'acqua e SOLO una consumazione è compresa, mentre le altre seguono al modico prezzo di 10euro...la situazione da tregenda tende a peggiorare con l'apertura al "resto" del pubblico, una serie di zoccoloni d'avanguardia e pipparoli in giacca e capello fintoprezzolato ... l'unica è trattenersi al centro della pista e ballare l'imballabile (dato che improvvisamente dei buttafuori tirano su un cordone e creano un ulteriore SUPERPRIVE' da cui cominciano a cacciare a caso la gente).. Max grazie a Dio comincia a sudare ed occupa una quantità insultante di spazio calpestando tutti, io mi concedo di tentare un bizzarro e sperimentale ballo a movimenti ridottissimi (tipo muovo solo un ginocchio, un dito e la spalla) ed un falsissimo sorriso Mentadent... il prezzo del Negroni raggiunge, per colpa delle oscillazioni del petrolio, i 13euro, Max me lo dice beato ... sembra tutto spaventosamente ordinario ed io cerco disperatamente del materiale per un post al vetriolo, ma poi, intorno all'1:00 AM succede QUALCOSA.....Mentre il Vocalist lo annuncia deliziato... attraversa la pista incedendo maestoso con la sua chioma leonina al vento .... Patrick del Grande Fratello. In una falsa indifferenza del pubblico, il Tizio comincia a salutare e stringere la mano a tutti quelli che gli capitano davanti con pacche sulle spalle, calorosi sorrisi ... Max lo guarda come se fosse un vecchio compare, con un sorriso benevolo (immaginando sicuramente di farsi saltare in aria in quello stesso istante), io tutto concentrato nelle mie contorsioni non lo noto fino a quando non mi posa una mano sul collo e mi fa "Ciao ciao" e poi tira avanti nella sua ascesa al Nulla... ma basta quel Tocco ed ecco che improvvisamente le Cose Cambiano .... un tizio assurdo con la maglietta nera attillata ed un catenone da impiccagione, improvvisamente mi fa un sorriso da psyco e mi saluta cordialmente, poi sembra trattenersi vicino a me come se la cosa gli desse conforto ...anzi no PRESTIGIO (...) ... 3 mezze fighe permanentate e lampadate che ballavano ignorandoci lì vicino, improvvisamente si mettono a ballare lascive lanciandomi occhiate voraci ... e la cosa mi riempie di un terrore senza nome mentre mi stringo possessivo il portafogli paventando una richiesta di "bere qualcosa al bar" e mi capacito che per 3 minuti sono diventato grazie all'unzione di Patrick un VIP di serie D, uno con la PostePay asceso a questi livelli ... allora l'inferno è VERAMENTE sulla Terra ...Certo il momento più pazzesco, e bizzarro, è quando mi ritrovo (graziaddio) ad uscire spaventosamente presto, mentre fuori il locale c'è una fila mostruosa per ENTRARE, quando affetto un'espressione annoiata e rifiuto sprezzante il timbro sulla mano del buttafuori sotto lo sguardo invidioso dei questuanti all'ingresso. E sono felice ...nonostante la mia beatificazione, non ho tirato fuori il portafogli!!!
Ok, sono abbastanza scassaminchia tra papa e prati verdi, cardinali e foreste amazzoniche, teologie e trattati di glaciologia, ma dal vivo la mia conversazione diventa più brillante, ed oggi ho avuto questo sciccoso flash d'amarcord .... e vi è andata di culo, che altrimenti vi toccava una tirata apocalittica sul concetto ecologicamente mortifero di Autostrada.
Anyway.
Ero in chiesa (!!) questa domenica mattina (!!!!), per i 50 anni di matrimonio dei miei nonnini. A parte noi parenti, c'erano veramente quattro gatti quattro, di cui 3 avevano 97 anni. Lì in mezzo risaltava questa specie di figa da chiesa , tutta presa in preghiera e meditazione, con una specie di taiileur castigato, che aveva un'aria vagamente familiare..... pensa pensa ed ecco che ti risale su dalle memorie questo straziante flash fine anni '80 con lei protagonista.....
Insomma, era l'anno dei 3 Tulipani Milanisti, e P. affrontava tutta in salita la terribile strada della Prima Media .... perso com'era nella sua vita da teppa con favolosi amici da teppa tra dispetti, furtarelli, minidevastazioni bastardissime, vagabondaggi pseudometropolitani da nino de rua, la sua indole già precocemente cinica e da figlio di puttana mal si adattava ai ritmi vittoriani da collegio nazifascista imposti dalla Sua Nuova Professoressa di Italiano, tanto vecchia da essere impagliata, ma tanto cattiva da averlo già riempito di note, cacciate dalla classe etc etc. In un nebbiosissimo giorno di Novembre, tal professoressa decise che questo piccolo cazzone genio e sregolatezza dovesse temperare le sue incipienti indoli antisociali attraverso un periodo di "accoppiamento" (!!) e "semitutoraggio" insieme a questa specie di suora ante - litteram in attesa della clausura della Valentina. Del tipo, andate , studiate e preparate delle "ricerche" insieme. Che in realtà la Valentina era un bel pò paracula, ma per avere 11 anni non era niente male, e quindi, non la presi troppo male quando un tetro pomeriggio mi ritrovai a suonare alla porta della sua magione.....e tipo un romanzo alla Oliver Twist, o una pessima puntata dei Simpson, ecco che il bastardello si ritrova a studiare compitamente su tavoli immacolati tra genitori di lei asfissianti ed amorevolissimi, con la statua di Gesù davanti ovunque girasse lo sguardo, pause passate con pane e marmellata sfogliando l'Eco di San Gabriele ed ore di concentratissimo studio in una sorta di aberrante (per un apprendista maledetto...) stadio di simil - beatitudine monacale!! Dopo alcune settimane di questo bestiale trattamento alla "Arancia Meccanica", mi veniva alquanto naturale partecipare alle preghiere che si tenevano quotidianamente prima del Tg delle 20, ora in cui di solito venivo mandato a casa tutto retto e soddisfatto del mio lavoro pomeridiano e della mia ritrovata amicizia con Gesù......
I miei risultati scolastici inevitabilmente migliorarono, ed ad un certo punto la terapia finì .... l'arpia di Professoressa (nome tautologico, Prof.ssa STRAZIO) pensava forse di avermi piegato .... ma in realtà, quando l'ipnosi pre - sessuale intrisa di isteria benpensante che la vicinanza del corpo di Lei mi ispirava nei lunghi pomeriggi passati assieme, improvvisamente venne a cessare, i miei impulsi beceri e bestiali tornarono a galla nelle figure diaboliche dei miei compagni di teppa (..immortali..), e tutto tornò più o meno come prima, a parte il fatto che adesso a scuola filavo alla grande, ADORAVO leggere ed ero diventato l'intellettuale del gruppo pronto a mettere a disposizione le orride astuzie della cultura al servizio dei Nemici di Dio.
E fu così che evitai di finire al gabbio a 19 anni di media come tutti i miei vecchi migliori amici teppa. Ma Lei è diventata Ciellina e le nostre strade tragicamente mai più si sono reincontrate.
Credo che non ci sia niente che mi disturba ed annoia, anzi mi straccia fisicamente le palle, più del CALCIO MERCATO. Nel momento in cui mi arriva alle orecchie quel cacofonico gergo tecnicista fatto di improbabili nomi turchi, slavonorvegesi accompagnati da numeri iperbolici che vorrebbero rappresentare ipotetico danaro, proprio ho una reazione FISICA di disgusto manco uno shock anafilattico, mi si disarticola la mascella, si abbassano contemporaneamente tono muscolare e testosterone, soglia dell'attenzione ed attività cerebrale ed inizia uno sganasciamento sbadigliesco allarmante che se prolungato può portare alla morte. Senza considerare la sensazione di nausea repellente, residuo di una remota ma violentissima opposizione ideologica.
Eppure, come ogni rappresentante masculo della specie Homo Sapiens Sapiens, se mi si mette davanti ad un oggetto sferico in movimento, questo cattura ben presto la mia attenzione, in ricordo ancestrale dei miei progenitori che cacciavano conigli e lepri nella prateria con strategie coordinate collettive, e se c'è una ragionevole scorta di birre ghiacciate ed un pubblico fracassone mi diverto anche non poco. Per non parlare dello stadio, dove da collettivista di merda, regredisco infatilmente al livello di sviluppo dove la gratificazione orale la fa da padrona e me la godo alla grande.
Dunque, perchè quest'ostracismo profondo ed inconscio contro il calcio - mercato? Una risposta didascalica sarebbe incompleta, arrogante e altrettanto stracciapalle. Allora mi affido alla rievocazione di 3 vomitevoli simbolismi archetipi legati al concetto di calcio - mercato, che me l'hanno reso così repellente. Nella speranza che possa non guarire MAI.
1) L'aberrante figura di Sandro Piccinini. Con quella sua figurina grigia, insignificante, orrida da schifoso contabile da operetta degli aspetti più noiosi e squallidi del pallone. L'azione congiunta della visione dei suoi blasfemi completi grigio nebbia milanese, del suo capello unto - impomatato nero, insieme con quegli allucinanti e pallosissimi DIAGRAMMI con su le formazioni, le sostituzioni (mamma mia che vomitoooo) e le megainutili statistiche di chi va dove chi prende chi, mi provocavano immediatamente un'orticaria virulenta ed inarrestabile seguita da convulsioni. Uaaaghh.
2) Le pagine interne del Corriere dello Sport, ancora con quei diagrammi astrusi ed incomprensibili con elenchi lunghissimi e freccie di riporto e tabelle comparative per parlare di 4 patetici coglioni nemmeno in grado di parlare che si spostavano da un merdoso cleb all'altro. E insieme a loro, tutta questa pletora di imbecilli, sempre in prima linea a dire "Eh, ma questo è troppo complicato, ma quello chi ci sa mettere mano, ma per la gente comune ci vuole qualcosa di semplice" messi di fronte al computer, al vaglia postale, ad un grafico finanziario, e poi tutti lì a decifrare con perizia minuziosa ed abilità prodigiosa come topini nel formaggio tutta questa serie di ributtanti tabelle con i complicatissimi nomi austrobulgarici di improbabili cazzoni.
3) Questo è un imprinting sociale indelebile. La sera del 11/9 (nainileven proprio lui), una massa impressionante di persone si radunò al bar per seguire con un'attenzione ed un entusiasmo isterico la tanto polemizzata partita di coppa della Roma che nessuno ebbe il coraggio di annullare. Era un branco di individui di variegata e trasversale estrazione sociale (dall'operaio al medico specialista), che condivideva forti emozioni di spavento, disorientamento, smarrimento ed ansia diffusa di fronte agli apocalittici eventi di quella giornata, e quello che mi impressionò maggiormente fu questo grottesco tentativo di rimozione (nessuno ne parlava!) che tutti loro fecero nel dedicare smodata attenzione ad un insulsa partita di pallone, che in altra occasione avrebbero anche snobbato, come tanti sbigottiti struzzi con la voglia matta di tenere la testa dentro la sabbia. Finchè c'era il pallone, niente poteva andare male, tutto si sarebbe aggiustato. Da allora l'idea del Pallone come oppio dei popoli è diventata paurosamente concreta e non più una sega mentale da intellettualino da enoteca.
M'aspettavo da Palermo uno shock culturale indotto, del tipo scendo dal treno e chissà che m'aspetta, tra vespette killer e jingle della Piovra che le inseguono ... ed invece non si discosta troppo dalle città standard della nostra Terronia. Ma, chiaramente, a parte u suli che ti incendia le cervella, un antiautomobilista come me non poteva che notare e studiare forsennato SOLO una cosa .... I DDRAFFICU. Per quantità e qualità caotica il caos di Palermo non invidia il Cairo ... non colpisce la particolare indisciplina, abbastanza allineata, ma il riversarsi continuo come una marea impazzita da ogni stradina, ogni vicoletto, ogni pertugio, di una sequela indistinta di pezzi di metallo animati ... come se la gente vivesse la città DENTRO le auto e riuscisse ad entrare in ogni dove, financo a teatro, senza uscire dal "MOTORE".
Ma le mie confuse e vane parole da profano non renderanno MAI l'idea come le VERE parole di un vero palermitano, nella cui casa sono finito a pranzo per sbaglio (ma godendomi poi tutto il pranzo fatto da mammà), che per presentarmi con malsopito orgoglio le grazie nascoste della sua città, ha pensato bene di farmi fare un giro approndito. Chiaramente, sul Motore.
Io ed un collega, aspettando che lui arrivi con il suo motore, godendoci triliardi di auto che bruciano il semaforo davanti all'Università, e che escono dai palazzi STESSI dell'Università come operosi scarafaggi , come se fossero andate LORO a lezione (mamma, che paranoia sta storia delle auto viventi).
Io: "Ma lo sai con che macchina arriva?" Coll. "No, dipende da che motore ha preso, il suo, della sorella, della mamma o del padre" Io "Ah, una famiglia di 8 elementi, allora...."
Il tizio arriva, dopo alcuni falsi allarmi, e ci carica. Panoramica in coda sulla tangenziale, dove a volte fanno le corse dei cavalli. C'è una certa poesia in tutto questo.
Io: "Ma ho visto sulla mappa che c'è una specie di metropolitana, co delle M, che roba è? Funziona?"
Mr. Palermo: "Mah, veramende io non l'ho mai visto che esiste, sta metrupulitana ... sì quaccuno da fuori la prende, ma ci sono poche femmate, poi io ci ho il motore o lo scuter, Mai ho preso io un autobus. Però sò che ci sono. Che camminano."
Io: (Beffardo, ma sotto una maschera seriosa) "E di biciclette, se ne vedono quà? Alla fine, mezzo in piano la città ci è"
Mr. Palermo: (serissimo) "Mah, vedi, è che quà è una città CADDA, se fai 2 metri co a bicicletta cominci subito a sudare, e poi cu ce fai co a biciclietta se c'hai o motore??"
Mr. Palermo: (entusiasta ed orgoglioso) "Vedi, vedi, queddu è il Duomo, bello è? Putroppu non ci possiamo femmare perchè è tutto divieto di femmata, i viggili ci stanno (indignato) .... però se ci vvieni co o scuter, lo poi lasciare davanti a DDuomo e nessuno cci dice niente .. co o scuter ti ci ripotto!!"
Io: "E sti vicoletti..... belli sti vicoletti, che fascino tutti loschi, e zozzi...."
Mr. Palermo: (disinteressato ed annoiato) "Ah s', sti viculi, ma è che sso stretti, non ci fai niente, NON CI PUOI ANDARE CO O MOTORE!!"
Beh, una volta sceso dal Motore (e mai più risalito, nonostante la meravigliosa ospitalità locale) io i mezzi a Palermo li ho presi. E' vero, ci sono. CAMMINANO.
Domandatevi se ho pagato il biglietto.

Questa credo che sia l'unica foto di Seymandi in circolazione sul web. Ve la regala Diablera (che non ha mai perso nessuna di queste sfide di ricerca!), Fatene buon uso, alla faccia dei complotti interplanetari!! (Come mi sento ribbbelle!!).
Spero comparirà su GoogleImage, la sto rinominando Seymandi.jpg!!