Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

Citazione

Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

Wilderness

Archivio

oggi
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

Zio Frank

The Big Lebowsky

Nick Cave

Depardieu

Loreena McKennitt

Just a Friend

Civilization Fanatic

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contatore

visitato *loading* volte

Feed XML offerto da BlogItalia.it
venerdì, 30 dicembre 2005
I giorni che verranno 

Sarà sempre la mia solita salsa acida ed immangiabbile, ma questo è il mondo così come mi appare, dopo il primo lustro del XXI secolo, e quello che mi suggerisce, per il tempo a venire.

Dipartimento di Metodi Quantitativi. Buffet delle Festività e di Fine Anno. Italia.
Mi aggiro per la calca imbizzarrita come un dead man walking, per la maggiorparte evitato da culi al caldo che hanno paura ed imbarazzo a commentare il ferale esito del concorso e agghiacciati dall'idea che possa essere io a tirare fuori il discorso tutt'altro che allegro, costretti a subire la solita razione di sarcasmo fetente e pieno di frustrata aggressività ... eppure, visto che mi tocca il 300° treno del mese, io sono solo in cerca di un surrogato di cena per sopravvivere sull'espressone e di una flebo di alcool di scadente qualità per ammortizzare il freddo che mi toccherà sopportare. Le condizioni ideali per salire sulla folla e guardarla muoversi aliena ed amorfa sotto di me, guidata da dinamiche cieche e profonde....metto parte del cervello in stand - by conversazione futile standard in un gruppetto a caso e guardo.
Guardo la voracità disperata che sembra guidare questo nucleo di individui che si spintonano, si affannano, malcelando scontrosità e ghigni maligni, per una pizzetta fredda surgelata, dello spumante di infimo livello, per delle tartine chimiche che fermentano cattive giù per l'esofago ...professori, e ricercatori d'antan, si muovono come lucciole impazzite guidate da istinti di base, ed io cerco una rappresentazione simbolica per tutto questo....la cerco, ostinatamente l'invoco..ma non esiste. Questa è FAME, anzi, è peggio, è un tentativo diffuso e malcelato di coprire la cena, risparmiare il costo di un pasto, per la maggioranza dell'elitè culturale. A quanto pare. non sono il solo ad effettuare questo sinistro ragionamento, QUI'.
Vigilia di Capodanno. Bar di Mimmo. Italia (?)
Un gruppo di persone discute ad alta voce di fronte a me, di un argomento futile come la ripartizione delle spese di capodanno...sono i miei compari d'avventura e la quaestio mi dovrebbe riguardare, ma la mia insopprimibile propensione a teorizzare, ad astrarre, a classificare, inquadra soltanto il vecchio conflitto tra "ricchi e poveri" traslato in un contesto squalido - moderno.... i ricchi, con i pezzi verdi da 100 malcelati nelle tasche, preoccupati in un'isteria consumista che non ci sia penuria dei feticci classici rappresentati da Alcool, droghe ed alimenti ad altissima concentrazione di grassi in oscene e pantagruleliche quantità... i neopoveri, un tempo in prima linea nella metafisica dello sballo fineannuale, ora impegnati ad accultare poco dignitosi problemi di budget con argomentazioni inerenti la giustizia sociale, la necessità morale di austerity, il ritorno ad un divertimento sociale e non legato a status - symbol non più raggiungibili (180euri, sti cazzi..). Ed il 1997, con quelle pacchiane dimostrazioni di inutile benessere, sembrano a tutti illusioni di una mitologia beffarda e strana.

Nel più classico dei modi, Buon Anno.

Teorizzato da: PabloOffline a 16:05 | link | commenti (4) |

martedì, 27 dicembre 2005
A Parigi Tutti Si Sono Fatti Da Soli 

"ia ia Champs Elisèè, Tour Eiffel, 23 anni suonati, mi sono fatto da solo, ma grazie mamma grazie ia ia" faceva più o meno così un tuonatissimo e demenziale pezzo tipo dei Sottotono o di Neffa, ho cercato ma non lo trovo, chiedo aiuto ai "soliti canali" (Diableraaa) ... e quando lo sentivo avrei voluto dare fuoco al cantante, e a tutta Parigi, che già l'idea di "23 anni suonati" suona disgustosa e talmente finta ... e poi mi mi immaginavo il tizio tutto nudo davanti ad uno specchio di un albergo 4stelle con vista Torre che si spippettava dicendo cose tipo "Ah, Sturm Und Drang, Ahhh, Weltanschaung, ahh quante parole difficili sò, ahh mi sto facendo da solo, ahhh", ma poi ho assolto (ma gli darei fuoco lo stesso) il nobile cantautore, dato che deve essere la Bella di Francia che istiga questi deliri di onnipotenza negli individui italioti .... Ho conosciuto un altro italiota che "viveva e lavorava in una multinazionale dell'informatica" a Parigi, ed era un tempo confuso a ridosso del 2K in cui frequentavo portando degli inguardabili pile verdi degli allucinati salotti bene romani dove a cena si indossava il frac (ed io il pile) ... il tipo guardava tutti come se fosse sulla stratosfera, assolutamente certo di essere il più bello, il più brillante, il più acuto ,spiritoso, intelligente, ironico di tutta Parigi, e di conseguenza dell'Universo ed usava un tono beffardo e di scherno convinto che non si notasse ... io d'altro canto, vivevo di stenti in un monastero sconsacrato al gelo nella piana del Fucino e tornavo da un periodo di stage che comprendeva  ammucchiate artistiche per cementare l'unità del gruppo, rappresentazioni teatrali di assassini, stupri, incesti e violenze varie, e ore passate immobile a cercare di essere un albero e "sentirlo veramente", quindi probabilmente non c'era compartecipazione d'intenti tra le nostre personalità, ma molta energia da liberare ... ed effettivamente se ne liberò, visto che l'attico di Via del Corso quasi prese fuoco, ma il tipo non si scompose piùchetanto e continuò a considerare sè e Parigi la rappresentazione incarnata del "Farsi Da Soli" e dell'autocompiacimento ... da allora odio Parigi e tutti gli italioti alla Neffa.
Che poi in genere chi si è "fatto da solo" è tutt'altro che autocompiaciuto, in genere è incazzoso e sprezzante, perchè lui avrebbe voluto una mano, ma nessuno gliela data e dunque si è dovuto fare il mazzo spippandosi una  rottura di cazzo che non smaltirà per il resto dei suoi giorni. Parlassi poi da privilegiato, neanche a me la mano me la allungano, ma tanto io sono tranquillo alla finestra ad aspettare che finisca il mondo eqquindi non è poi così essenziale.
Trovatemi il testo di quella canzone, vi prego.....

Teorizzato da: PabloOffline a 16:04 | link | commenti (15) |

mercoledì, 21 dicembre 2005
Fine dell'Autunno 

Roma.
Non sono pronto. Non sono mai pronto, vivo con il pulsante desiderio di rimanere nell'annichilente sicurezza del letto ogni giorno, mentre fuori ogni giorno qualcuno bussa, chiama, si prenota per graffiarmi, mordere.
Sei di nuovo da queste parti, non sarebbe etico non approfittarne, vediamoci. Incontriamoci. Ma perchè? Non ho assolutamente voglia di incontrarti. Non ho voglia di sapere nulla di te....fondamentalmente non ho voglia di nulla, solo tenere il culo sul termosifone bollente senza essere scosso nè sballottato. E invece sò che ci sono novità....che qualche cosa è cambiato, che la tua vita veleggia verso nuovi orizzonti, hai "spiccato il volo". E' inevitabile. Prevedibile. A suo modo irritante. E sono io che resto in questa "età di mezzo" di congelamento esistenziale che non sò nemmeno come e perchè ... ma sò solo che adesso no. Non mi va. Ora, ora. Sempre ora. Ora no.
Ed invece, come sempre, ci vado. Lo faccio forzandomi, come ho sempre fatto perchè altrimenti non sarei mai uscito di casa, e perchè sò che al momento, questo mostro che mi rosicchia in continuazione il midollo dell'anima mi abbandonerà riottoso lasciandomi all'insistenza dell'attimo.
Non ti chiamo ma continuo con una serie di insistenti ed inutili messaggini fino all'ultimo, perchè sono devastato da un non sò che di terribile e sacro e cerco al contempo di buttare tutto nei recessi, di essere al solito freddo, imperturbabile, distaccato da questo piano di esistenza.
Mentre ti saluto con fredda e svagata cordialità, non riesco a non notare, e dire che ci provo irritato a non notarlo, con tutte le forze, che sei più bella come non sei mai stata...curatissima, ma non so se per l'occasione o perchè adesso sei sempre così. Rilassata, disponibile, sorridente ... ma non è così importante. Già. Adesso il mio Super Io sta vincendo ancora .... non me ne frega niente. Non è importante. Tutto questo è solo un esercizio di stile, una scimmiottatura di vita, una civile ed inutile conversazione tra due bozzoli che non si sfiorano. Mi rilasso, divento vacuo e  brillante e riesco addirittura a non essere beffardo al limite dell'insolenza come al solito.
Riesco a farmi scivolare addosso tutte le tue buone nuove notizie ... il lavoro, la nuova casa ... buon per te. Presento anche accettabilmente, con il dovuto sarcasmo e feroce indifferenza, le mie attuali disastrose prospettive ... azzecco un paio di buone battute... Sembri convinta che io la stia prendendo bene...hai ragione, a volte sono così convincente che quasi mi convinco da solo. Fondamentalmente ci stiamo divertendo. Il tempo passa. Mi inviti a cena...vedo la nuova casa, mi dici.
Ero preparato anche a questo... me l'aspettavo, e la cosa scivola con la dovuta grazia e noncuratezza ... quasi mi illudo che non arriveremo al punto, che forse almeno stasera riuscirò a rivivere in una grande, meravigliosa illusione un tempo molto più mite e meno spaventevole ... da soli, su un divano diverso ma solito. Mi accontenterei...come sempre .. di una specie di felicità riscaldata in tegame.
Ed invece no. Non sai come fare ad arrivarci, io non ti aiuto (ma glisso con eleganza). Ma prendi il coraggio a due mani e me lo dici .... magari me lo presenti, più tardi... magari passa, sale sù ... ma perchè no, ti dico io, e riesco a non sgranare gli occhi, a non farmi tremare la voce, a mantenere questo sorriso di ghiaccio di cortese indifferenza ... ma non riesco a fermare, e ci provo, perchè io non vivo in una sit - com, mi dico, questo buco nero tritatutto che mi si è aperto in petto. Soffro, lotto, tiro fuori le mie peggiori qualità, il cinismo così allenato, la buona battuta per l'occasione...in fondo lo sapevo. Ma sto perdendo....ci sono rimasto veramente dimmerda, è solo da constatare ... il mio surrogato è scadente pornografia della mente...disperazione condensata, da buttare nel cesso come tutto questo presente da incubo.
Ma sono di nuovo a distanze siderali dalla realtà. Continuo a respirare, dunque tutto questo non ha la benchè minima importanza. La mia perversione è così raffinata che riesco a rimanere dentro la serata ... ceniamo, ci ributtiamo nei soliti monologhi iperbolici in cui io mi sbrodolo sul nulla e tu ascolti avida che non capisco che cazzo ci trovi, il divano, la tv di sfondo, quest'atmosfera spessa ed inconsistente come se stessi guardando un pezzo di quasi - vita di un paio di anni fa ... un fottuto quanto mai desiderabile oblio della mente ... le mie cazzate mi avvelenano, ti avvelenano ... ci hanno ammazzato, giustificando sempre, teorizzando e dilaniando e devastando il buono che c'era.
Riesco a essere anche cordiale quando lui sale, e a farmelo rimanere simpatico, giuro, lo è, un cazzaro fenomenale, e a ridere di gusto a due belle battute (niente male, e che cazzo) e a lasciarvi al vostro idillio con un sorriso glaciale veramente uscito bene. E, a quella fermata della Nomentana, con quel freddo che ti si mangia la faccia, riesco a non pensare a niente, se non a rimuginare oziosamente su quand'è che sono riuscito veramente a suicidarmi dentro.

Teorizzato da: PabloOffline a 13:49 | link | commenti (13) |

venerdì, 16 dicembre 2005
Locomotivino Comes Back - Advanced Course for Travellers 

Locomotivino vi ridà il benvenuto su queste pagine!! Dopo il corso base tenuto per le Feste Pasquali 2005, tenetevi pronto per un più complesso update sulle tecniche di sopravvivenza in treno per questo rutilante e giocoso Natale!! Seguite attentamente questa serie di consigli e tecniche di manipolazione psichica e tornerete vivi ad abbracciare i vostri cari nel prossimo fine settimana!! Buon Tuut, Tuut a TUTTIIIIIIII!

Risultato scientifico A (in via di pubblicazione sulla rivista "International Journal of Passengers Transports"

Studi incontrovertibili durati ann, dimostrano che la carrozza in assoluto meno affollata del vostro treno festivo risulta quella messa in CODA al treno, esattamente la prima dopo la lunga serie delle carrozze letto...questo per via della sua tendenza ad essere scambiata a sua volta per una carrozza letto, e per il fatto che in genere la parte del treno destinata a carrozze letto viene fatta fermare nelle stazioni quasi fuori dalla banchina, visto che non è per viaggiatori occasionali...questo fenomeno ha l'effetto collaterale di far fermare le carrozze in TESTA al treno proprio in mezzo alla folla inferocita, frustrando il tentativo del viaggiatore che si crede furbo e ha cercato di accomodarsi in testa al convoglio. Molto spesso la prima carrozza è il nonplusultra dell'invivibilità....fate come noi professionisti....VIAGGIATE IN CODA.

Risultati scientifici B - TECNICHE AVANZATE DI GUERRIGLIA PSICOLOGICA

Partendo dal fatto che vi siete seduti, e che volete il più possibile preservare intatto il vs ambiente di viaggio da quei mostri selvatici che attendono famelici ad ogni stazione per rubarvi spazio vitale e tranquillità, provate a seguire le seguenti strategie comportamentali:

1) Alla partenza. Anche se non è necessario, OCCUPATE più posti possibiil con tutto quello che avete a disposizione: borse, borsoni, giornali, maglioni...darete l'impressione a chi passa che lo scompartimento è occupato da gente in piedi....al 76% la gente continuerà a scorrere. La percentuale sale al 87% se lo scompartimento è a centro carrozza, dato che chi aveva premura di sedersi, ci ha già provato subito, gli altri, sono quelli che sono propensi a continuare la ricerca, ed hanno ancora mezza carrozza da esplorare.....

2) Folla scarsa.  Occupate il posto corridoio ed allungate i piedi verso l'altro sedile....si creeerà un effetto "chiusura" che chi passa è poco disposto ad infrangere.

3) Folla moderata. Fate finta di leggere, meglio dormire...anzi la cosa migliore di tutte è quella di coprirsi gli occhi con una mano, quando la folla vi scorre accanto. Ha risultati strepitosi, al 95%, sopratutto se avete seguito i consigli 1 e 2, nessuno cercherà di infilarsi nel vs scompartimento!!

4) Da usare quando sta salendo in stazione una folla VERAMENTE enorme, ma non particolarmente agguerrita...diciamo vecchiette, impiegatuccie, studenti, borghesi vari. Alzatevi in piedi, e con la scusa di guardare fuori nel corridoio mentre vi sgranchite, occupate per intero il vano delle porta dello scompartimento. Incrociate le braccia ed assumete uno sguardo disgustato. Voglio vedere chi ha il coraggio di affrontarvi per entrare.

5) Se la folla che sta salendo è fatta di bestie umane inferocite, tipo tifosi di ritorno da una trasferta, operai che tornano a casa il week - end, studenti pugliesi a bologna che fanno  su e giù 8 giorni la settimana (chissà caz perchè...), è più remunerativo utilizzare questa seconda tecnica. Chiudete la porta dello scompartimento. Non tirate le tendine...se l'aspettano. Questo genere di viaggiatore abituale  sale con l'intenzione di sondare ogni  scompartimento in cerca del posto spaiato, dunque aprono ogni porta, scostano ogni tendina, si pompano di aggressività e chiedono sospettosi se c'è "un posto libbero". Tutto sta a rivolgere questa tecnica contro di loro. Dunque, dopo aver chiuso la porta, essi guarderanno famelici dentro. Fissateli con occhio smorto, malevolo ed annoiato, magari mentre alzate gli occhi da un libro tipo gli Aforismi di Heidegger...nel frattempo tenete le gambe allungate e con il piede tenete bloccata la porta. Loro tenteranno di aprirla con un colpo secco ed aggressivo, e non ci riusciranno...lasciateli provare due o tre volte, poi platealmente, levate il piede e lasciate che la porta si apra. E fissateli. Vedrete che la loro aggressività sarà scesa di molto e chiederanno un pò insicuri: "Ma mica è occupato quel posto?"...voi rispondete in maniera sepolcrare "SI' e riabbassate definitivamente gli occhi sul libro...qualche secondo dopo cercate di richiudere la porta (senza guardare).
Al 58% ricaccerete l'assalto indietro!!

Ricordate sempre che se qualcuno riesce COMUNQUE ad entrare, diventa subito uno dei VOSTRI, da reclutare per respingere tutti gli altri nemici che sono la fuori!!
A breve FS si curerà anche di pubblicare il manuale di tortura della School of the Americas curato dalla CIA...non si sa mai vi possa essere utile durante il VS piacevole viaggio!! E Buon Natale!!

Teorizzato da: PabloOffline a 15:14 | link | commenti (2) |

venerdì, 09 dicembre 2005
I 10 giorni di (tecno) buio 

Sabato scorso sono stato ad un matrimonio serale. Ero assurdamente elegantissimo, un trauma per chi è abituato a vedermi vestito con i miei soliti colori sabbia, grigio, blu, etc etc. La cena è iniziata alle 21 passate. Alle 23:15 ero completamente fuori di testa, con pochi brindisi conviviali tra tavolo e tavolo. Inspiegabile, incomprensibile, da X - Files per una vecchia ed esperta spugna come il sottoscritto. Più che ubriaco, ero posseduto (un'ipotesi tutt'altro che da trascurare..). In preda ad un frenesia fortemente aggressiva, proponevo brindisi spaccando bicchieri sui tavoli, gettavo tovaglioli agli sconosciuti, insultavo tutti (financo il padre dello sposo), con uno lessico demenzialmente forbito ... pare che annunziassi alla folla smarrita e sconcertata di voler "rompere con il protocollo" in un' "anarchica emboutade". E non mi ricordo praticamente nulla, a parte le scene in cui ho collassato sul prato fuori a -2° sporcando il mio assurdamente elegante cappotto. Questo black - put mentale che ha lasciato spazio ad una poco rassicurante parte di me è una raggelante spia del mio attuale stato psichico, superficialmente atonico, spento e disilluso più che mai, ma con un sottostrato ricco di vendicativa frustrazione.....
Vorrei sedermi alla scrivania del direttore di dipartimento ed sussurargli con uno sguardo pregno di significato: "...moriremo tutti....altro che contratti di salvataggio....". Il mio stato di insicurezza è devastante. Sono stato abbandonato, nel mezzo di un frenetico e disperato lavoro di "sintesi del lavoro di ricerca" (raccogli tutto quello che hai scritto, rimescolalo, copia incolla tutto, ruba tabelle al giapponese eccosivvia) da tutti gli aggeggi tecnologici da cui dipendo disperatamente, Dopo il telefono, la rete telefonica. Fottuta totale, manco il tono manco. Poi, un bel dì, il laptop che contiene tutta la mia passata, attuale e futura esistenza ha smesso semplicemente di caricare la batteria...qualche ora di agghiacciante agonia e è accasciato esanime tra le mie sconsolate lacrime. Naturalmente sul laptop ho di quei programmi registrati che funzionano solo su un particolare hardware, quindi, di correre disperatamente dietro le scadenze, manco x sta minchia.
Ho spento la luce e mi sono messo carta e matita nel crepuscolo gelato d'inverno a cercare di risolvere la congettura di Marzenowsky - Lanzeskow sussurrando "...moriremo tutti...."
A gennaio ci risentiremo sicuramente per definire la cosa. Stia tranquillo. Un altro matrimonio. Sii contento, è un invito prestigioso. Potrebbe telefonare la banca. Non rispondere ai numeri "privato"... La batteria del telefono è collassata. Mi da sempre segreteria telefonica .... Il server è down...Nessun accredito in arrivo... Limite perentorio lunedì. Ho finito i lucidi.

E le viti della presa telefonica....così piccole ... e sfuggenti .... quante cose si possono fare con un cacciavite.

Quello che mi traumatizza di più è che nessuno mi chiamerai mai urgentemente supplicandomi di venire perchè ha l'equazione alle derivate parziali che non chiude la soluzione. Sono pieno saturo di una coscienza velenosa ed inutile.

Teorizzato da: PabloOffline a 16:08 | link | commenti (5) |