"Le Foreste a precedere le civiltà , i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand
Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)
Ogni comunità umana tende ad auto - organizzarsi intorno ad un leader, di cui condivide orizzonti culturali e prospettive. Rappresenta per l’individuo la proiezione junghiana del proprio Super – Io cosciente.
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Questo vi tirerà su di morale. Alla grande. Vi consiglio la lettura integrale, quì si fa soltanto un algido commento riduzionista. B. Poiché l’uomo s’indebolisce prima, la donna commette peccato se pretende due prestazioni consecutive. (Zacchia- Teologo).
** Regola di senso comune. In un mondo dominato dal maschio, abbastanza ragionevole che venisse rispecchiato in un dogma ecclesiale.
C. Tra gli atti preliminari del coito sono considerati veniali la penetrazione del membro nella bocca e l’introduzione di un dito nell’ano della donna. (Codice ecclesiastico).
** L'archetipo culturale del pompino viene dal nostro lontanissimo passato di pesci che boccheggiavano nell'immenso mare. L'ho sempre sostenuto.
D. Commette grave peccato mortale l’uomo che misura la lunghezza del proprio pene. (Monsabré - Teologo).
** Se c'è qualcuno che non l'ha mai fatto, lo si faccia santo subito. ADESSO!!
E. La masturbazione femminile, considerata veniale se eseguita sulla parte esterna della vagina, diventa peccato mortale se viene praticata con l’introduzione delle dita o di altro qualsiasi strumento. (Debreyne - Teologo).
** Chissà a quale straordinario marchingegno stava pensando il nostro raffinatissimo pensatore.....
F. Poiché il distendersi sul dorso è contro natura, per non commettere peccato la donna deve eseguire il coito mostrando all’uomo la sua parte posteriore. (Casistica).
** Se guardate i pesci, la cosa non può essere che elementare nella sua ovvietà. L'ho sempre sostenuto, in tempi non sospetti.
G. Perché il coito non costituisca peccato, lo sperma deve essere lasciato nell’interno della vagina oltre le labbra dell’utero (Ultra uteri labra). (Zacchia -Teologo).
** Per carità non usate strumenti per ottenere questo scopo!! O vi fregherebbe il punto E. Questa possibile contradizione è l'equivalente teologico del teorema di Godel sull'assiomatizzazione di ogni problema logico.
H. Per combattere la frigidità che si dimostrava attraverso la mancata erezione del pene, se si dovevano far celebrare tre messe secondo Sanchez, per gli altri teologi era invece più efficace ricorrere all’esorcismo o alla pratica della comunione.
** E per di più è gratis!! Bastarde multinazionali della pillola blu!
I. Il coito anale non costituisce peccato mortale se viene concluso nella vagina. (Sanchez -Teologo).
** De Gustibus. Non sarà peccato mortale, ma comunque si rischia di morire, per infezioni varie...ma in odore di santità!!
L. I seminaristi e i giovani preti commettono solo peccato veniale se arrivano all’eiaculazione attraverso semplici carezze. (Diagonali).
** Dalla Carta dei Diritti del Fanciullo.
M. Contrariamente alla polluzione involontaria che non genera colpa, è da ritenersi peccato gravissimo la masturbazione perché essa, secondo a chi si rivolge il pensiero, corrisponde all’adulterio, all’incesto e allo stupro. La masturbazione diventa poi un orribile sacrilegio se l’oggetto del desiderio è la Beata Vergine Maria. (Sanchez - Teologo).
** Nonostante tutto, non ci sarei mai arrivato a spipparmi pensando alla Vergine Maria. Sanchez stava avanti MILLENNI. A saperle prima, certe cose....
Per il resto, non fidatevi di quella torpida analisi marxista - freudiana dell'Autore dell'Articolo, per cui tutti i mali del mondo dipendono dal fatto che non si tromba abbastanza. E che non si tromba si diventa pazzi. E' evidentemente riduzionistico e non rispecchia le più elementari valutazioni statistiche (e gli asessuati, coloro a cui non frega una mazza del sesso, sono una felice realtà, dove li mettiamo?. Senza contare che Cazzinger, primo papa nella Storia a non aver mai trombato, arriverà di sicuro ai 110 anni in piena superforma).
E poi, chi si lamenta che non si tromba abbastanza, vuol dire neanche troppo implicitamente che LUI non tromba abbastanza...quindi non è un'analisi che brilla di oggettività.....
Sto rientrando in isteria precongressuale. Questo implica ricominciare a latitare e trascurare questo spazio. Siccome stavolta non mi va, non posso che recuperare un pò di vecchia minestra riscaldata che apparteneva agli anni preblog e che scrivevo soltanto alla mia bella. Alla mia bella poi sti scritti davano noia, da metropolitana vitaintensa e noncivedo più dalla fame. Anche quì è difficile che possano riscuotere molto consenso .... ma alla fine io sono "uommo de paese" e radicalchic o meno, e vita cosmopolita e frizzi e lazzi e questo è il mondo che sto vivendo o meno, il Paese va rispettato, perchè al Paese torno. Sempre.IL capolinea, appunto.
Tutti facciamo un viaggio, prima o poi. Anche chi non è mai partito perdavvero, ha provato a vedere più lontano in una qualche fase nebulosa della propria brevelunga vita, in cui non era chiaro il presente, gli obiettivi, non si è fortunosamente chiari a sé stessi, ma perché non se ne sente affatto la necessità, in cui si STA nel presente e basta, e si vive, proprio dove ci hanno messi e si prendono le cose come stanno, perché sono così lì, che è anche altrove e l’universo tutto.
E un giorno si scopre che il viaggio è finito e l’universo è piccolo e stretto è il capolinea e non c’è più niente tranne specchiarsi nel capolinea degli altri senza trovare che un fosso più profondo.
Nello sguardo. Lo sguardo pacato, dolcemente disperante, aspramente cinico o semplicemente spento. Il materiale umano, la gente, le PERSONE che respirano lente e meditabonde l’aria del capolinea. Quando il viaggio finisce trovi tanti ad aspettarti……niente di vicino e di comune se non la consapevolezza dell’illusione rotta che il mondo sarebbe stato meno cattivo. O comunque meno arido.
L’aria del capolinea……, questo inverno freddo e lungo non è stato come gli altri e lo so, lo sanno tutti anche quelli che non vogliono guardare.
La luce dei lampioni. La luce arancione nell’aria fredda……ci guardo dentro e ci vedo come in una palla di cristallo tutti i treni che si son fermati tutt’intorno con una mesta empatia……e mi sembra sia giusto e doveroso raccogliere la spazzatura emotiva, qui, al capolinea.
Vedo i minuti colare lenti, nella piccola stanza nel casone in campagna di mio cugino. L’orologio che batte un tempo raccolto ed arido nella luce livida di un pomeriggio d’inverno. Il rumore pigro della ventolina del computer con su le immagini del treno che si è fermato, della Spagna abbandonata per forza e per onore in cambio di un mucchio di niente in faccia dell’Italia peggiore. Noto il suo sommesso leggere Borges in una raccolta ed amara dignità di chi sa di averci provato sul serio.
L’immagine nel lampione cambia. Sale il fumo denso e grasso del bar con la porta di alluminio, con la grappa scadente aperta a metà in fondo a destra sul bancone macchiato. Emanuele grande rosso e grosso al tavolino impegnato a ricordarsi le carte a tressette, il vincitore delle olimpiadi di matematica alle medie riversa la sua vecchia abilità sul numero di amari ingurgitati che non lo sa più quanti e su ore di occhi rossi e testa inchiodata alle carte. Emanuele ha lo sguardo beffardo di chi ha smesso di crederci molto prima di te e ne orgoglioso. Tutto tempo guadagnato, non vedi……sì voi con l’università, si attività sociali, si pace nel mondo……se vi smuovevate prima le vedevate prima, le carte.
Affianco il futuro medico condotto del centro storico, a singhiozzo mio migliore amico……imbolsito, corpulento ed incattivito, dopo aver buttato con cinica convinzione abilità impressionanti nella fisica per “il camino sempre acceso quando la sera tornerò a casa”. Adesso è troppo impegnato ad imporre il proprio rispetto alla folla che un giorno saranno suoi mutuati, ridendo più forte degli altri ed inventando sciocche battute su chi gli capita attiro.
In mezzo alle cicche di sigaretta ed ai fondi di bicchiere macchiati di liquore si intravede la porta del cesso semiaperta con la luce malata e giallognola che filtra e trasforma i videogiochi giùinfondo in sentinelle a guardia dell’Averno…ma la sfera magica mi spinge dietro la porta, tra il vapore al sapore di piscio ed il lavandino che gocciola fino a raggiungere Robertino che si rulla tranquillo una canna appoggiato alle piastrelle bagnate……Robertino così timido e modesto che quando lo facevi ridere piangeva per l’emozione e regalò alla prof di religione una rosa ma poi per la vergogna scappò via e fece filone. Oramai ha perso il conto degli anni da cui non ci capisce un cazzo, strafatto a droga ed alcool……però se ne sta tranquillo, a modo suo, a parte quando lo fanno ubriacare per divertirsi a volte, e sanno essere cattivi quelli a volte e gli viene da piangere. Ma di solito ciondola tranquillo, e questa tranquillità comincio a capirla in maniera sinistra, a vedere gli altri che si prendono il caffè e magari gliene offrono uno ed a ridere delle battute non capite di discorsi presi a metà nell’aria greve del bar.
Ma il fumo si dissolve dentro la luce del lampione e la scena si sposta nella luce troppo fredda ed umida lungo lo stradone dalle parti del Campo Sportivo……l’ho visto anche l’altro giorno, la mattina in partenza per Roma, mentre con la tuta acetata violaeverde Antonio si faceva la sua passeggiata solitaria delle 8 di mattina. Mani dietro la schiena, schiena curva in avanti, nessun problema e tutti i problemi del mondo addosso a lui. Non mi è mai stato simpatico, Antò, in realtà non è mai stato simpatico a nessuno. Uno di quelli senza qualità, per dire, che ti faceva scappare le ragazze che fermavi per strada, che non proponeva mai niente, che non sapeva fare niente di speciale, che a tupertu non ci avevi mai parlato perché non avevi niente da dirgli, ma che stava sempre là attaccato a tutti, con le mani dietro la schiena e la testa bassa. Chissà se lo hai mai fatto il suo viaggio Antò, tempo fa. Prima che la depressione se l’ingoiasse e divorasse i suoi anni…migliori? Fa un po’ strano dire così, non posso dire che mi sia mai interessato più di tanto. Poi i ragazzetti hanno cominciato a fargli scherzi atroci e ha cominciato a non farsi più vedere per il Corso, ma a passeggiare solo in campagna. Il lampione ha esaurito l'incantesimo e tutto quello che manda è una luce spettrale e piccolapiccola su questo corso desolato, e non risponde.
2 o 3 cose che sicuramente vi sfuggono su “Donald” Reagan …. (Nano docet)
“E’ Di Nuovo Mattino in America” fu lo slogan della campagna post – elettorale del 1980 con cui Reagan autocelebrava la sua vittoria. Tra le prime penetranti iniziative del “graaande statista” ci fu l’abolizione dei limiti di velocità sulle autostrade americane (meno velocità = meno consumi) e la cancellazione degli incentivi all’acquisto di auto a consumo ridotto (il ritorno degli elefanti).
L’atto più simbolico e pregno dei primi cento giorni di amministrazione fu sicuramente lo smantellamento dei pannelli solari – scalda acqua fatti installare dall’amministrazione Carter sul tetto della Casa Bianca. La crisi politica che aveva portato al secondo shock petrolifero del 1979 era finita. Il petrolio c’era di nuovo. Per sempre. Già, una nuova mattina.
Carter sarà stato un presidente tetro e moscio, ma era acutamente consapevole del problema energetico e dei limiti e dei rischi dell’ideologia dello sviluppo a tempo indefinito dell’economia americana … la sua Amministrazione fece dei piccoli ma significativi passi verso la sensibilizzazione dello società al risparmio energetico … c’era una struttura di fondo nella politica economica, un’idea complicata ed ambiziosissima (al periodo appartengono anche i più accreditati studi NASA per le “colonie spaziali”), una visione coerente.
E, sorprendentemente, in aperto contrasto con l’immodificabile visione di un’American way of life arrogante e dissipativa, fiorì un sorprendente movimento culturale favorevole al risparmio ed all’austerity …. Poi, fu mattino. Nei confronti elettorali non ci fu battaglia: Carter offriva competenza, responsabilità, lacrime e sangue, Reagan un sorriso facile, battute a raffica, un’aristocratica e demenziale ignoranza, e soprattutto, un funereo ottimismo. Chi poteva prevalere?
Tra le tante, la ricerca sull’energia fotovoltaica subì un arresto spaventoso e di fatto fu cancellata per almeno 10 anni… la soluzione scelta fu trivellare, trivellare, trivellare, qualcosa ne verrà fuori … ed infatti, con il suo impareggiabile culo, al 1979 – 80 corrispondono le (ultime) significative scoperte di giacimenti giganti, nel Mare del Nord ed in Russia. Pare che, probabilmente già mezzo arteriosclerotico, Ronnie non fosse in grado di capire razionalmente il concetto della limitatezza delle risorse…per lui (ma anche per MOLTI altri) le materie prime erano cose vili, di infima importanza …l’economia poteva funzionare e fare a meno delle risorse naturali. Era mattino…
Adesso che è pomeriggio inoltrato, chi glielo presenta il conto al rincoglionito ed alla sua cricca?
In attesa di decidere se pubblicare o meno un post molto "intenso", è finalmente tempo di rivendersi aggressivamente le proprie radici culturali, fornendo lumi a chi mai si accostò (male gliene colse) ai terribili segreti di queste terre dimenticate in riva al mare Illirico....
Capodanno. Nel suo insopportabile e leccaculo minispazio sul TG1, Vincenzo Mollica intervista una vecchia, di cui mi sembra di avere un vago ricordo, ma di cui non conosco il nome .... dice che è na è poetessa. Mah.