Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

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giovedì, 30 marzo 2006
La Comunista che Mangiò un Bambino (anzi Due) 

Le elezioni del '48 con i loro slogan tragicomici e meravigliosamente trash hanno reso un'icona fumettistica della "discriminazione a sinistra" la celebre frase "I Comunisti Mangiano I Bambini", che già girava dalla metà degli anni '30 come fatto annedottico ed orrorifico dei misfatti della società dell'Avvenire. La trasformazione da leggenda urbana a slogan politico è tuttavia un passaggio secondario e del tutto irrilevante alla creazione del mito moderno del bolscevico antropofago... la cosa interessante è riportare alla luce il primo livello di mistificazione, il passaggio da crudo fatto di cronaca ad aneddoto da circolo intellettuale.
Nel 1931 - 34, al pari dell'Occidente, anche l'Unione Sovietica soffriva di una crisi economica ed agricola spaventosa. Solo che non dipendeva dalle malefatte del sistema capitalistico. Era del tutto interna, provocata dalle politiche deliranti e psicopatiche del Primo Piano Quinquennale di forzata industrializzazione e dalla collettivizzazione dei terreni agricoli. I kolhozi, semplicemente, non funzionavano, e non per colpa di scarsa motivazione, produttività, e minchiate simili che diventeranno importanti solo in era brezneviana, ma perchè erano messi in condizione di non funzionare dall'apparato politico. Mancanza di strumenti agricoli, sfruttamento selvaggio ed irrazionale del terreno, colture demenziali e fuori posto, richieste da parte della nomenklatura di consegna forzata di raccolti che non esistevano, cosicchè i contadini rinunciavano al cibo indispensabile per comprare sul mercato nero a prezzi folli il grano da consegnare gratuitamente ai Commissari del Popolo.
D'altronde Stalin non faceva mistero di odiare i contadini in quanto entità sociale, e di volerne provocare se non lo sterminio, quantomeno una "ragionevole" riduzione. Con ogni mezzo. Solo l'Operaio e l'Industria contavano.
In questo contesto disastroso, le cattive condizioni metereologiche provocarono una carestia senza pari tra il 1931 ed il 1934, che colpi duramente soprattutto l'Ucraina. Centinaia di migliaia, se non milioni, di contadini morirono d'inedia con l'inerzia consapevole del Comitato Centrale. Nell'inverno 1934 cominciarono a filtrare dalle remote regioni orientali dell'Ucraina meridionale voci di un presunto cannibalismo tra la popolazione rurale. Appositi comitati d'inchiesta vennero istituiti, ma non portarono a nulla. Fu nell'estate del 1934 che ci fu il caso eclatante di una donna arrestata per aver "tentato di cucinare" i suoi due figli di 7 e 9 anni, morti d'inedia qualche giorno prima. Appena ritrovo la fonte, vi dovrei dare anche il nome. Seguì dura repressione. Il fenomeno non si ripetè in quella stagione, ma la voce filtrò in Occidente. E nacque il mito.
Da un punto di vista antropologico, d'altronde, casi di cannibalismo non sono rari tra la popolazione rurale e di frontiera delle Terre Sovietiche. In Siberia, spesso all'aggressione ed all'uccisione per vari motivi (rapina, vendetta) segue la decisione di divorare il malcapitato. L'ultima risale al 2005. Un uomo è stato rapinato, ucciso e divorato da due barboni a Petropavslosk, in Kamatkcha. E buon Appetito.

Teorizzato da: PabloOffline a 13:15 | link | commenti (10) |

lunedì, 27 marzo 2006
Pressione Alta 

Ebbene sì. L'ho visto. Non ne ho potuto fare a meno, proprio. Perfettamente consapevole del clichè del sinistrorso segaiolo problematizzato e colla sindrome della complessità a tutti i costi, mi sono seduto sul comodoso sedile del Multiplex col segreto terrore di essere spiato dal compiacente Giuliano Ferrara ansioso di vedere sul mio faccino tracce di godimento onanistico e... l'ho visto. Mi sono fatto del male gratuito, ho visto il Caimano. Che poi so che Nanni Moretti non è un autore adatto alla mia salute, amplifica a dismisura la mia ansia latente ed asseconda fin troppo il mio pessimismo iperconsapevole e mi fa pure alzare la pressione.... Ma ultimamente non riesco mai a resistere a nessuna tentazione.
Sono uscito dopo un paio d'ore in agonia. Dopo l'isteria, e la disperazione, l'angoscia diventa il tema dominante di tutta questa pellicola.... Mi sento a terra. Credo per la prima volta, sono nauseato dalla rissa verbale, io che l'adoro che mi cibo di flame e trolleggiate, trovo ributtante ogni singola parola di insulto politico che mi rimbalza addosso.
Moretti ci ha preso. Siamo regrediti talmente dal punto di vista della consapevolezza sociale, ritirandoci sempre di più in un privato farcito di ossessioni di consumo compulsivo, che adesso che non si riesce a consumare più e si continua a non trombare mai nella misura e nei modi che sembrano socialmente accettabili, tutto quello che rimane è una rabbia frustrante, sorda, immotivata, un 'isteria pseudosessuale di massa che la bulimia mediatica del sesso non può guarire, non può appagare. L'indirizzo di tale rabbia è arbitrario, dato che segue semplicemente i flussi delle strumentalizzazioni.... solo la voglia di annichilimento è reale ed aspetta il bavaglino ideologico ogni volta per esplodere.
Il mio abnorme e spropositato senso di autocritica ed autosarcasmo, talmente eccessivo e fuori misura che non ce la farei a suicidarmi per paura che il mio biglietto di addio venisse considerato pretestuoso e ridicolo, mi ha protetto in parte dall'illusione compulsiva. Dalla geniale intuizione dell'imbroglio perpetuo, dall'idea che è sempre possibile evitare il redde rationem della Realtà semplicemente prolungando la menzogna fino all'ora di schiattare. Ma non mi protegge dall'assalto della ferocia ideologica, di una massa imprigionata che non vuole guardare, ma non riesce a credere che il Mondo non gliela dà. Nè gliela darà. Mai.
Anche la rete è un covo di veleno. Il Caimano è stato come un'overdose. Mi ha sopraffatto

Teorizzato da: PabloOffline a 18:30 | link | commenti (6) |

giovedì, 23 marzo 2006
Jack Turner è uscito in Vespa 

L'anarchico e sobillatore Max si sposa.

Me lo dice davanti ad una birra rossa allo Stalingrado, mentre al suo fianco siede Jack Turner che si struscia una scarpa nuova di lusso sulla faccia. Ci tiene a farci sapere che si chiama proprio Jack Turner, sta scritto sulla sua carta d'identità. Ha dato informazioni a Max per strada, poi non contento ha deciso di accompagnarlo in birreria in motorino e di "conoscerlo un pò". Offre le birre, poi si scorda, si presenta almeno 3 volte, poi si scorda....bassino, grassoccio, pelato con la faccia rubiconda e l'occhiale con montatura d'osso è il perfetto clichè del maniaco da impemeabile al Parco Sempione....non è possibile evitare che si sieda con noi, dopo aver tentato di molestare bizarramente due radical chic del tavolo affianco e cominci dei discorsi bislacchi in inglese e latino meneghineggiante..... Mentre intanto Max si sposa...
Capite che per un omino come me tirato via in tutta fretta dalla visione narcotica di O.C. tutto ciò possa essere piuttosto sturbante. Meno male che c'è la santa, liberatoria birra. Al quarto GROSSO sorso troviamo una certa sintonia con Jack. Max riesce a convincerlo che (lui, Jack) è un medico, anzi uno psicologo che ha uno studio e studia solo i casi più interessanti. Un fervido dibattito su Lapo rida lucidità a Jack (suo nonno era andato a trans per ottant'anni e nessuno che ne avesse da ridire, capperi), tanto che decide di metterci a parte di un aneddoto segretissimo sull'Avvocato Agnelli. L'attenzione è alle stelle....quasi mi riesco per un secondo a dimenticare che Max si sposa.
Pare che un giorno l'Avvocato Agnelli fosse a Roma a pippare coca ad una festa, con una specie di poeta debosciato milanese di nome tipo Todesco, Todeschi, chissà, che gli procurava le mignotte. Ne aspettava una superlusso dalla Costa Azzurra, ma questa non arrivava e l'Avvocato nel frattempo pippava abbestia e si lamentava apertamente.... Al quarto grammo di bamba, l'Avvocato entrò in delirio di onnipotenza, salì in macchina col poeta pippettaro e cominciò ad attraversare Capital City da una parte all'altra a tutta sparata, bruciando rossi, stop precedenze eccosivvia, berciando "Sono Cesave, sono Cesave, sono il Ve del mondo, il padvone della città!!". Questo pare per ore.
Sembra che alla fine la mignotta arrivò in elicottero dalla Costa Azzurra e che fosse minorenne. L'avvocato si appartò con lei per pochi minuti, poi tornò piangendo lacrime, lacrime di commozione e riconoscenza, rivelando al poeta che "eva venuto, eva venuto subito...come un bambino...."

C'è un atmosfera rarefatta di demenza magica, di silenzio rispettoso allo Stalingrado, mentre Jack declama l'immaginifico fatto...e ci rivela anche la morale del masturbatorio poeta ......"Cazz...Gianni, perchè l'hai mandata via, potevi pensare a me????"

Jack si congeda uscendo per la porta del bagno, dopo essersi guadagnato il nostro infinito rispetto. Me lo immagino mentre rimonta in Vespa e si lascia ingoiare da questa inquieta notte milanese da cui era spuntato.

Max dice che ad un certo punto, o dai luce ad una nuova vita o muori. Sarà per questo che da un pò di tempo a questa parte ho continuamente pensieri e sensazioni di morte incipiente.

Teorizzato da: PabloOffline a 14:42 | link | commenti (5) |

domenica, 19 marzo 2006
Il Kirby – Anatomia di mostro sociale 1/Diversi 

Il fenomeno Kirby è onnipresente, pervasivo, perdurante. E’ ricomparso ad intermittenza nel corso degli ultimi 10 anni nella mia vita, ogni volta come un leviatano sotto nuove forme…. Averne sentito parlare nei soliti termini su un treno notturno da una coppia di sconvolte ragazze che si erano sparate un viaggio di 5 ore per esperire il suo incubo confezionato, mi induce a vuotare il sacco.

Mi piacerebbe offrire una sorta di “definitive guide” al fenomeno.

Una prima occhiata sul funzionamento economico del baraccone Kirby (Economic Principles), la succinta descrizione della mia (quanto mai) breve esperienza diretta del mostro (Experience), ed un dettagliato post su alcuni interessanti meccanismi psicologici mutuati da Scientology, che mi sembrano caratteristici del fenomeno (Kirbology).

Nella speranza che qualcuno se la possa risparmiare, l’esperienza Kirby.

 
Kirby – Economic Principles and Some Experience

Il Kirby è semplicemente un datato, pesante aspirapolvere multifunzione tipo Folletto. In Italia viene venduto tramite il sistema multilevel marketing, lo stesso del defunto tubo Tucker, o di Herbalife, che dovrebbe tipo essere reato, ma sembra che le cose continuino a funzionare lo stesso. La caratteristica sostanziale che contraddistingue il multilevel marketing dalla semplice vendita per rappresentanza porta a porta è che mentre la vendita diretta ha lo scopo di avvicinare il produttore al consumatore finale, le vendite piramidali tendono, al contrario, a moltiplicare i livelli di vendita. Ciò che si compra non è infatti un prodotto od un servizio ma semplicemente l'accesso alla "catena", ovvero la posizione di venditore in sé e per sé

Mentre, infatti, una società che opera attraverso forme di vendita diretta retribuisce i propri agenti o venditori riconoscendo loro delle provvigioni direttamente proporzionali alla quantità o al valore del prodotto venduto, in una organizzazione piramidale il prodotto è solo il pretesto per reclutare altri venditori che pagheranno all'agente esclusivamente la posizione di rivenditore all'interno della piramide. A sua volta il venditore appena subentrato cercherà altri venditori a cui fare pagare il "diritto d'accesso" i quali a loro volta ne cercheranno altri e cosi via. Tutto ciò ovviamente indipendentemente dalla quantità di merce venduta. Noterete infatti in maniera interessante come sul sito non ci sia nessun riferimento diretto e tecnico al "prodotto". Non c'è ad esempio un listino dei prezzi di vendita (il prezzo è in realtà arbitrario e deciso caso per caso). Questo perchè il reale "valore aggiunto" dell'iniziativa economica è direttamente imputabile alla catena di vendita in sè e l'azienda stessa, bizarramente, lo ammette.

La dilatazione potenzialmente illimitata dei livelli di vendita determina un progressivo aumento del rischio del "crollo" dell'intera piramide per gli incaricati che, in tempi successivi, entrano nella rete di vendita. Tale rischio viene ovviamente taciuto ai nuovi candidati ai quali viene invece prospettata la possibilità di realizzare elevati guadagni cosi come avvenuto per chi ha investito prima di loro.
Ed è proprio in questo aspetto che si estrinseca il carattere truffaldino della vendita piramidale.

Nel nostro caso particolare, l’aspirapolvere Kirby viene venduto ad un prezzo elevatissimo, assolutamente fuori mercato e non giustificato da nessuna caratteristica tecnica. Nel 2001 si parlava di 2 milioni e mezzo. L’effetto Euro sembra abbia portato il prezzo di questo infernale apparecchietto a circa 4000 euri. Un tale sovraccarico rispetto al costo di produzione, che si ritiene pari a 300, 400 dollari, serve ovviamente a foraggiare la mostruosa rete di distribuzione, cioè gli extra – profitti che i “manager” che sono al top della piramide di vendita millantano di guadagnare “spaccandosi la schiena”.

E’ chiaro che vendere un tale prodotto ad un prezzo 6 volte superiore al suo costo non sia affatto un’impresa facile. A ciò è volta la costruzione di una “nomenklatura di vendita” impregnata di una cultura aziendale fortemente aggressiva e motivazionale, volta a spremere in maniera scriteriata le energie materiali, fisiche e psicologiche delle risorse umane. Per il sottoscritto, si tratta di una vera e propria catena dell’infelicità sociale. Ma di questo parleremo con dettaglio nel prossimo post.

Per il momento soffermiamoci sul primo step. Il reclutamento. Poiché il sistema sostanzialmente “consuma” il materiale umano a ritmi vertiginosi (il tasso di abbandono è per forza di cose molto elevato) necessita di un suo rinnovo a ritmi sostenutissimi. Questo obiettivo viene perseguito attraverso:

-         Una ricerca aggressiva a tappeto “casa per casa”. Vi telefonano loro offrendo l’impossibile ed accettando qualsiasi profilo. Tanto poi, ogni personalità viene riplasmata con violenza psichica notevole nella versione che conviene alla nomenklatura di vendita.

-        Il sistematico occultamento di ogni informazione utile a farvi capire cosa si dovrebbe realmente fare in questo fantomatico lavoro, fino a quando non cadete in una rete di relazioni (tipicamente un’assemblea, una riunione) che vi mette in condizioni psicologiche di stress tali da “non poter rifiutare l’offerta”.

-         La raccolta esasperata di ogni tipo di dato ed informazione personale relativa alle relazioni della “risorsa umana”   in una rappresentazione esemplare della valutazione  economicista  dell'individuo.

Testimonianza tipo:

Al momento del colloqui le persone vengono TUTTE (primo feedback positivo, ndP.) assunte e chiamate a fare un corso, al corso spiegano i loro collegamenti con la Nasa, la loro grande tecnologia ecc. (e intanto nessuno ancora sa di cosa si parli), poi tirano fuori l'aspirapolvere ti dimostrano come sia più pulente di tutti gli altri aspirapolveri esistenti quanto sia bello ecc...finiscono la prima giornata di corso consegnando un foglio in cui bisogna segnalare amici e parenti disposti a seguire una presentazione (per aiutarti solo sai vendere subito con sconosciuti è dura ), delle telefoniste prendono l'appuntamento e si passa alla presentazione.

Continua.

Teorizzato da: PabloOffline a 18:08 | link | commenti (15) |

giovedì, 16 marzo 2006
Io sono quì (e non sto cantando Baglioni) 

Il giochino è simpatico.
Il risultato, almeno per il sottoscritto, non è niente di sorprendente. L'UDEUR fortunatamente, è molto lontana.....

Non dissipate gli ultimi 23 giorni.

Teorizzato da: PabloOffline a 09:51 | link | commenti (8) |

lunedì, 13 marzo 2006
Coming Soon 

Post di Servizio Pubblico.
A molti di voi sarà sfuggita questa imprenscindibile notizia, quindi cerchiamo di rimediare come si può alle manchevolezze dell'informazione pubblica.
Il film dell'anno è già stato girato. Via Kayman, leggo che Patrizia (nome d'arte di Donato Broco), pluricelebrato trans della Torino Che Conta ha interpretato sè stessa nel film L'apoteosi, di Giuseppe Matera (Produzione Fm Corporations), in cui si vive una movimentata commemorazione della notte brava di alcuni giovani rampolli piemontini. Il film non manca di romanticismo e gode di una sceneggiatura curata nei minimi dettagli, nonchè di un budget all'altezza dell'evento.
Dotti critici dell'ambiente dicono della scena clou:
"
Patrizia interpreta se stessa, vestendo i panni di una sognatrice Bridget Jones in salsa piccante. Con tanto di diario. Nella prima scena, la protagonista rilegge ciò che vi ha scritto e si sofferma soprattutto su una pagina, la più importante, quella datata 10 ottobre ......la macchina da presa, a un tratto, indugia sui suoi occhi che si perdono tra le immagini di un flash-back...........Patrizia si fa coinvolgere da due ragazzi in un incontro con sesso e champagne. La donna è senza inibizioni e si getta tra i corpi scolpiti nel marmo dei due tentatori.
Uno di questi ha i capelli rossicci e un viso da ragazzino. Si vede che tra i due c'è simpatia........... a un certo punto lei lo guarda dritto negli occhi e si lascia scappare una frase: «Mi ricordi qualcuno, lo sai?». Il partner fa finta di non capire: «Qualcuno... chi?». Lei si rituffa su quel corpo: «Prova a immaginare». "

In arrivo in divvvudì in Primavera. Sia chiaro che seguirà consapevole e seria recensione. Quale occasione migliore per riaprire la vecchia rubrica cinematografica?? Eccerto che io vagheggio una recensione de Ghiaia sull'argomento non......

Teorizzato da: PabloOffline a 18:47 | link | commenti (4) |

giovedì, 09 marzo 2006
Libri Maledetti 2/2 - Libro 15 dei Quindici 

Finiamo il lavoro.
I Quindici erano un'enciclopedia ammerricana all'avanguardia di fine anni '70. Di quelle fatte apposta per il bambino, con i richiami interdisciplinari, scritte semplici,  facilmente consultabile. Ricca di belle fotografie, con testi di qualità, ma alla portata di bimbo. Per me, in fase di lettura delle note storiografiche della Divina Commedia illustrata di Gustavo Dorè dove rimasi ossessionato dalla figura perversa del poeta Guicciardini, era una palla tremenda .... c'era un volume interamente dedicato a bambini biondi che facevano lavoretti manuali con la colla, la cartapesta ed i colori in cortili di plastica, ed io, che ero terrorizzato pure dai lego, li guardavo disperato ed impotente manco fossi menomato.
Questa enciclopedia aveva un volume "per adulti". Il Volume 15, con il dorso marrone che era il colore che faceva più cagare e che un bambino sano mai si sarebbe sognato di prendere e sfogliare. Era un volume di psicologia infantile (adesso si direbbe "dell'età evolutiva"), dedicato alle mamme all'avanguardia degli anni '70, pieno di puttanate freudiane e di medicina spicciola. Le tematiche principali (che praticamente erano una sola in diverse salse: sessualità) erano divise in capitoli e poi c'era un fantastico glossario finale su cui imparai tutto il lessico di cui dispongo attualmente e di cui ho solo esteso l'abuso. Me ne innamorai. La leggevo di nascosto, perchè intuivo contenesse informazioni compromettenti per un bimbo innocente...anzi mi dava sempre un angosciante senso di colpa.
Tenevo a fianco il libro con i lavoretti manuali sulle zucche di Halloween. Passava mamma ed ero lì che studiavo assorto maschere di Arlecchino. Subito dopo riaffondavo i denti sulle problematiche sessuali dell'adolescente in un'ottica junghiana. Imparai in tenera età (8 anni) che praticamente tutti i bimbi volevano uccidere il papà e trombarsi la mamma, ma che era normale e si chiamava Complesso di Edipo (mi ricordo ancora l'immagine di presentazione: un quadro stile 800 con un bimbo a pisello da fuori che esce dal bagno mentre c'è la mamma gnuda sul letto), che anche le bimbe c'è l'avevano e si chiamava Complesso di Elettra (stavolta la foto era di una bimba in braccio al solito papà barba stile scienziato del Caos al MIT e maglione a collo alto). Che era normale a 13 anni farsi le pippe di gruppo. E poter avere qualche tipo di esperienza omosessuale. Tutto normale. Inoltre seppi ogni dettaglio delle tempistiche delle mestruazioni, degli sbalzi ormonali, dell'ipergonadismo, e anche di diverse perversioni sessuali descritte sempre con scientifica precisione nel glossario (anche queste viste con una certa tolleranza, erano "quasi normali"). Seppi che mi sarebbero venuti i brufoli, sarei diventato insicuro e pieno di problemi, e radicalmente un coglione. E sarebbe stato normale, perchè la vita così funzionava.

Insomma, il Libro 15 dei Quindici mi disse tutto in anticipo, cosicchè non sono mai stato sorpreso di nulla. Lo sapevo già, tutto era già scritto. Era normale. Mi sono perso tutto il divertimento, insomma. Dopo, mi rinfacciano che sono venuto sù fatalista.

Teorizzato da: PabloOffline a 16:43 | link | commenti (23) |

venerdì, 03 marzo 2006
Libri Maledetti 1/2 - Progetto Uomo 

Ci sono dei libri che ti cambiano la vita. Che ti entrano dentro ed esplodono come un piccolo sole e poi nulla è più come prima. E' successo di rado, ma è successo. Questo è un doveroso omaggio ad uno di quei Sacri Testi.
Vorrei che aveste condiviso con me il trepidante acquisto in Prima Media del Libro di Religione "Progetto Uomo". Quattordicimila lire, copertina azzurrina, formato smilzo, ultima edizione aggiornata 1977. Con un bel bambino magrolino, col caschetto castano (da violazione dei diritti umani), con un mortificante maglioncino aderente a collo alto multicolore, che prende la comunione da un prete con gli occhiali spessi da mostro di Milwakee e la faccia mangiabambini......
Era quello, un libro che rimaneva intonso, immacolato, perfetto fino al mese di Giugno della Terza Media, quando i pensieri impuri sulle compagne di banco e la Prof.ssa di Musica che suona il flauto raggiungono il loro picco ... e lì ancora quel bambino che prende la comunione, che sembra guardarti severo e puro dall'alto delle sue verità......
Progetto Uomo è stato a suo modo un'esperienza editoriale irripetibile, nemmeno dalle migliori Edizioni Paoline. Quei colori da stampa di quarta qualità, artefatti, alterati, scuri.......foto di fredde villette in campagne diossinate in cui una ragazza vestita da fricchettona però con la faccia da suora laica (che ridà di porca) suona la chitarra  vicino ad una faccia da culo, sempre con il maglione ed il caschetto, mentre in caratteri Courier 10 vicino leggi la loro canzone di ringraziamento a Dio.....tamarri fine anni '70 con i capelli ricci che si fanno una canna insieme ad un tizio con la barba da scienziato del MIT d'altritempi che si tira una pista con un ridicolissimo ed enorme biglietto da diecimila lire.......NO alla droga....altri maglioncini....e caschetti.....e chitarre.....e canzoni.....e disegni di Mosè che sgozza il capro al posto del figlio con il sangue color violetto perchè non c'era il colore adatto......ed ancora caschetti.....un incubo ipnotico senza fine in cui cadevi sfogliando e risfogliando il Libro Maledetto durante le prediche senza fine della Prof. di Religione, durante le quali anche sforzandoti non riuscivi a fare pensieri perversi su quella del primo banco......

Prof.Rel.: "Tu, quello che legge il libro in ultima fila invece di ascoltare, tu sì, secondo te, dimmi, quel'è il peccato maggiore per un Fedele??"
P. (basito): "Uhm, beh, vediamo.....sarà........Uccidere!!" (avevo visto il giorno prima Il Caso Moro ed improvvisamente ero diventato Ateo e Comunista vedendo l'interpretazione della Rossanda)
Prof.Rel. (mortificata): "Uh.....e tu, Valentina, secondo te, invece, qual'è? il peccato più grave?" (la figa da chiesa di cui parlai Altrove in questo blogghe)
V.: "Beh, secondo me, è fare finta di credere e tradire la fiducia di Dio quando Lui crede in Noi" (La stessa un'altra volta disse che se la Bibbia diceva che il Sole girava intorno alla terra, lei ci credeva, e poi pianse mentre anche noi Cattivi Materialisti piangevamo. Di gioia, però.)
Prof.Rel. (estasiata): "Bene, sì, questo vuol dire approfondire e non fermarsi all'interpretazione banale della Fede...." (sguardo commiserevole a me....)
Io presi 5, Lei 8. Pensai che dovessi trovarmi mortificato, ma in realtà mi ricordo soltanto un'erezione violentissima per la Valentina. La sua frase, insieme alla visione della tipa fricchettona con la chitarra sul libro, mi aveva eccitato abbestia.
Cosa non ha fatto Progetto Uomo ad un'intera generazione.

Teorizzato da: PabloOffline a 11:16 | link | commenti (9) |