Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

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lunedì, 19 giugno 2006
Poesia a neopensionato 


Noto con sgomento che una delle chiavi di ricerca più gettonate per arrivare quà è "Poesia a neopensionato"....su Google, provare per credere, sono al sesto posto!!
E mi spiace pensare a tutti questi lettori giunti con tante speranze alla ricerca della poesiola da leggere al babbo, allo zio, e poi disillusi dalla sua mancanza.
Voglio colmare questa lacuna della Rete. Quì sotto c'è la mia personale produzione, sentita ed intensa. Spero, che, o lettore occasionale giunto cercando "poesia a neopensionato", possa esserti veramente utile, con tutto il cuore.


Poesia a Neopensionato - (2006)

Avrei voluto dirti davvero, avrei voluto dirtelo:

ti ho visto crescere, lottare, schiantarti e rialzarti,
ogni volta con meno entusiasmo,
con qualche acciacco in più,
con tanta ironia e leggerezza prima,
poi sempre più cupo,
meno sereno,
più rassegnato,
più cinico,
 e disilluso.

Quelle rughe, forse di saggezza,
più probabilmente di stanchezza.
Le preoccupazioni,
sempre più grevi,
e serie.

Sopra tutto, il lavoro.
Ti ha sfiancato, sfibrato, preso un pezzetto dopo l'altro
delle tue speranze,
dei tuoi affetti,
dei tuoi valori
Ma almeno c'era. Sempre là. Ad attenderti,
 sicuro,
 a baluardo contro tutto.

Il tuo lavoro.
Ora se ne va anche quello.

E gioisci!
Da adesso in poi, sarai a tempo pieno per le preoccupazioni!
 Sì!

La Salute! Prima di tutto!
 Quella tossetta là non mi piace proprio
La pensione!!  Dove vai con 700euri al mese adesso??

Tuo figlio a spasso!!

Sinceramente, con tanto affetto avrei voluto dirtelo,

Ma me lo sono risparmiato,
crepando,
 25 anni fa.

Teorizzato da: PabloOffline a 13:39 | link | commenti (12) |

venerdì, 16 giugno 2006
Le Interviste Possibili - Nel salotto buono di Ilaria 

Tempo al tempo, il mio genio inespresso e non comincia ad essere riconosciuto. Invitato nel prestigioso salotto intellettuale - mondano di Ilaria, un MUST della blogsfera che conta, mi sono compiaciuto di rilasciare un'intervista da Grande Artista Contemporaneo, insieme ad altri illustri ospiti.
Mi sono piccato del fatto che non è stata pubblicata una mia bellissima foto relativa da un momento topico dell'intervista, dunque me ne sbatto dell'esclusiva e replico quì in sede. Mi si faccia dunque causa.
Perchè tutto questo? Per una buona ragione. Dio solo sa quale.

P. Innanzitutto mi lasci dire qualcosa liberamente fuori da lacci e lacciuoli, altrimenti me ne vado e si sogna la sua tanto agognata intervista. Non mi può chiedere di scegliere, di categorizzarmi, di appiattirmi su una sola dimensione quando io sono per temperamento poliedrico e mutevole. Al massimo, me ne lasci due, di dimensioni.

Vabbè facciamo che sono regista ed attore e non se ne parli più.

I. Quali sono state le sue fonti di ispirazione?

P. Dal punto di vista registico, devo ammettere che devo molto alle influenze di quello con i capelli bianchi della pallottola spuntata. A 17 anni, alla mia prima produzione seria, “Il Ventilatore”, il trittico delle pallottole venne completamente riciclato nelle sue battute per una produzione nostrana dal sapore antico ma acido.

Però in compenso aggiunsi una fotografia greve e malinconica alla CinicoTV, in una landa desolata completamente battuta dal vento, alcuni interventi originali di un pervertito del luogo ed una strappalacrime scena di morte stile magnolia quando magnolia non era stato ancora girato.

Perchè il senso della vita è un ventilatore. E' questa la morale profonda della storia, molto wendersiana.

Di nuovo Wenders e la sua mitologia faunistica a cavallo di civiltà e ragione ad essere stato il propulsore della mia ambiziosissima seconda opera "Il Poster", talmente scioccante e controversa che ci fu una ribellione degli attori al secondo giorno di riprese e non se ne fece niente. Lì introdussi serie innovazioni tecniche come la ripresa a volo di uccello da una finestra della chiesa di sant'antonio e primi piani random di uomini straordinariamente brutti e saccenti in un contesto molto d'azione. Conto un giorno, con l'aiuto di A. e PG d riprendere in mano questa grandiosa opera di sarcasmo introspettivo.


Il Regista P. e gli attori principali de "Il Poster" in una meritata pausa dalle spossanti riprese

I. Riesce a vivere della sua arte? (cioè, la sua arte le paga le bollette e la baguette dal fornaio?)

P. Non è difficile. Basta diventare cassieri della Vs associazione culturale, teatrale, cineforum eccosivia, e inventarsi tutta una serie di spese e fatturazioni fasulle. In questa maniera, potrete mettere a conto spese tutte le birre che volete!! E anche Gin Lemon!!

Poi, quali altre spese può avere un vero artista completo??

I. Com'è il suo rapoporto verso il suo pubblico?

P. Siete mai andati alla Warner Cinema di domenica sera?? E' questo il pubblico per cui dovrei sudare, sputare sangue, vomitare bile e cavarmi gli occhi?? Siamo seri.

Quando facevo l'artista di strada per gli Appennini, la prima preoccupazione era evitare di essere pestati dai bulli del luogo, poi di non farsi rubare tutto, poi eventualmente di non essere linciati da quelli del bar della piazza.

In compenso andavamo pisciando davanti a molte porte dei paesi. Soprattutto la notte, dopo gli spettacoli e la cena scroccata. Poi, io portavo la fiaccola ed i bambini non riuscivano ad importunarmi troppo, perchè con manovre ardite riuscivo a volte ad ustionarli.

Un film od uno spettacolo dovrebbero essere con l'autodistruzione...li vedi e poi muori insieme alla pellicola in un'unica implosione catartica di emozioni sublimi. O anzi, meglio un grandioso incendio.

Quindi, metaforicamente o meno, vorrei bruciare il pubblico con la mia opera. Credo che questa sia la più bella metafora che avete sentito. Proprio vero.

 I. Qual è la sua opinione della società odierna?

P. Ecco, wendersianamente, il pubblico ed il mondo si autoraffigurano in un'immagine speculare a sè stessa proiettata in un infinitum ad libitum. L'artista copula con il mondo e lo sovraccarica delle proprie pulsioni egotiche in un crescendo percettivo di dubbia conclusione ma di certa e feroce antinomia dialettica.

Per questo e solo per questo cerco di condividere solipsiticamente con il pubblico, solo se mi aggrada, questa mia visione crudele ma panica del divenire verso un'Età del Ferro attraverso un sonno della ragione che sia però catartico, e sempre implicitamente consapevole del suo potenziale inespresso e non.

Nella società come tale si produce, si nasconde e si rivela il senso ultimo dell'opera-arte, in maniera sempre mutevole, sempre fuggente.

Sempre sbagliata.

......non mi ringrazia per il Mio Tempo concessole?

Teorizzato da: PabloOffline a 09:21 | link | commenti (3) |

lunedì, 12 giugno 2006
Rapidi Pentimenti 

As usually, Giugno rappresenta il mio periodo più fecondo dal punto di vista della Scienza e mi rintano tutto felice ed alienato nei miei spazi di haussdorf assolutamente e perdutamente privo di qualunque emozione umana, a parte il mio congenito disgusto.
Però. Però intanto ci sono altri ambiziosi progetti che covano.
Il mio baracchino TUTTO MIO per la mescita della birra tantopercominciare...sarebbe uno dei miei più grandi sogni che si avverano. Oppure la prima gara di birra ufficiale del mio Paese.
Sì, c'è qualcosa anche che non riguarda la birra. Mettere online finalmente la ricetta SEGRETA di uno dei cocktail del demonio....il PENITENTE, che induce ogni aberrazione cromatica ed emotiva che sia sfumatura del più atroce pentimento...

2/5 Campari
1/5 Vodka
1/5 Gin
1/5 Cuantro (insomma , ci siamo capiti, quella roba agghiacciante tutta bianca)
GHIACCIO (Tanto, tanto ghiaccio)
Una scorza di Arancia (che fa tanto arrogante e pretenzioso)

....poi, pentitevi pure. Benvenuti all'Inferno!!

Il progetto corto (che procede celere, siamo alla fase del casting e dei contatti profescionel) avrà "presto" (dopo aver cagato qualche teorema) validi aggiornamenti.

Teorizzato da: PabloOffline a 09:59 | link | commenti (10) |

lunedì, 05 giugno 2006
Terribili Segreti - Il Racconto Perduto 

Continua l'Outing dei Terribili Segreti che non vorrei mai e poi mai portarmi nella tomba o dover rivelare ad un prete in dirittura d'arrivo. E' prudente portarsi avanti.
Nel 1992, sulla storica rivista di videoggiochi K, l'antipaticissimo e spocchioso Matteo Bittanti lasciava fiorire nella sua intellettualissima rubrica di posta un becero filone di racconti saiberpanc, scritti da brufolosi quindicenni con il polso spappolato da joystick a basso costo senza microswitch e da diosolosacosaltro. Io ero in una meravigliosa ed irripetibile ma purtroppo breve fase nerd (azz, avevo pure un'occhialone con le lenti fotocromatiche che potevo essere la star di un telefilm usa a basso costo) che passavo almeno 7 ore al giorno davanti all'Amiga ed ero minacciato da un pirata strozzino che ci obbligava con indebite pressioni telefoniche a comprare almeno 8 giochi la settimana... Che bello.
Comunque.
Sta di fatto che mi lasciai coinvolgere da questa fase cyberpunk dei piccoli coglioni che discettavano su K (il nerd videogiochista ha valenza ontologica? Ha diritto di esistere?) e scrissi anch'io un racconto su un quadernino a righe che poi trascrissi in bella copia con CloantoC1Text ed inviai alla Posta del Bittanti.
E fin quì niente di speciale, a parte che ovviamente la mia copia del racconto è andata persa. Ma tenetevi.

Il racconto iniziava con il risveglio di quest'omino del futuro - presente in un'assoluta normalità...si fa la barba, fa colazione con i figli, bacia la moglie, si infila in macchina e corre al lavoro. E' assolutamente beato e felice, anche quando rimane imbottigliato in mezzo al traffico....Se la gode alla grande, la normalità. A livello lessicale, si insinuano nella narrazione inquietanti anomalie ...... il tizio si gode il suo "meraviglioso panorama truecolor a 32bit" ed apprezza "il movimento fuido della parallasse mentre guida".....poi mentre si sollazza con i programmi alla radio con un suono assolutamente "pulito" ecco che accade........
Si risveglia. Suoni sconnessi ed innaturali. Luce rossastra ed accecante che gli ferisce gli occhi. Spaesamento totale, mentre si ritrova legato ad un lettino d'ospedale con flebo e respiratore a guardare il suo povero corpo atrofizzato.... Un computer monitora la sua attività cerebrale....Fuori dalla finestra guarda un mondo invivibile e distrutto senza fascia d'ozono...Si dispera. Vuole tornare alla "Realtà". Pigia un pulsante, l'allarme suona, ed una macchina si incarica di "riaddormentarlo" e riportarlo al suo agognato mondo.
E pensate, cazzo, che non me l'hanno mai pubblicato. Matteo Bittanti decise che ne aveva abbastanza e chiuse la rubrica cyberpunk. Immagino abbia cestinato tutto.
Poi, 7 anni dopo......si acclama al capolavoro di inventiva.
Questo semplicemente dimostra che non erano idee niente affatto originali. Bastava leggere tutti i mesi Nathan Never e veniva naturale.
Tutto quello che ho raccontato non è uno scherzo.

Teorizzato da: PabloOffline a 12:39 | link | commenti (10) |