Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

Citazione

Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)

Wilderness

Archivio

oggi
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

Zio Frank

The Big Lebowsky

Nick Cave

Depardieu

Loreena McKennitt

Just a Friend

Civilization Fanatic

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contatore

visitato *loading* volte

Feed XML offerto da BlogItalia.it
lunedì, 27 novembre 2006
L'Eterno Presente 

Per un'analista junghiano avido di simbolismi, la stitica e lenta deriva spaziologica dei post di questo scarno autunno sarebbe stato terreno ghiotto e di facili conquiste. Nell'oggettivare ed approfondire alcune tematiche di sfondo, preferibilmente bislacche e balzane, del volo, ma soprattutto, del Sogno Spaziale, ho cercato di effettuare un transfert delle mie complicate e confuse idee sulla percezione del (mio) futuro alla percezione collettiva del Futuro della Specie per definizione, proprio quello con la F maiuscola: la Fuga tra le Stelle. Ovviamente alla mia maniera, cioè oscura e bizzarra.

Adesso che mi trovo del giusto umore tetro, scevro da obbligatoria concentrazione, stato d'animo che mi mancava da tempo, vorrei condire il tutto con della commiserazione atavica ed il solito messaggio collettivo privo di speranza che tanta soddisfazione mi procura. Ciò non vuol dire che il percorso tematico spaziologico sia terminato...diciamo che ne sto descrivendo il manifesto politico.

Nel 1986-87 circolava nelle edicole una fantastica enciclopedia a fascicoli, di qualità veramente superba per gli standard di riferimento. Si chiamava "Astronomia", ed era straordinariamente aggiornata....fu una delle poche volte in cui costrinsi papà a comprarne un sacco di fascicoli...ne avevo almeno 3 volumi perfettamente rilegati. Il volume sul Sistema Solare era pazzesco....potevi mettere le mani su fantastiche foto giganti a colori rossastri della superficie di Marte scattate dal Viking...sulla foto di Nettuno blu cobalto presa dal Voyager nel 1986 (di cui in rete non si trova una versione di qualità appena decente)...una goduria per gli occhi per un piccolo scassaminchia. Il ricordo più vivido che ho rimane però un bellissimo grafico in scala con i riferimenti sulle dimensioni e le distanze. Da toglierti il fiato. Su quella carta morì il personale Babbo Natale di quel piccolo scassaminchia...l'unica cosa che ne cavai fu l'assoluta certezza che non avrei mai visto personalmente nella mia vita niente di tutto quello che c'era in quel libro....già i limiti dell'impossibilità mi toglievano il fiato.

Sociologicamente, adesso, come 20 anni fa, l'idea della Fuga tra le Stelle è rimasta invariata nell'immaginario collettivo...un quadro indistinto di autorappresentazione della collettività in un Futuro indefinito, a volte ridicolmente vicino...una frontiera di comodo, un illusorio orizzonte artificiale da spostare a proprio piacimento....una pantomima autoconsolatoria di supporto all'inasprimento di quello che potremmo chiamare l'Eterno Presente.
D'altronde il Futuro vero, quello con le palle, non arriva mai. Altrimenti che Futuro sarebbe.

Dunque, visto che anch'io sono quà a macerarmi nel mio Eterno Presente, zeppo di inspiegabili e continue regressioni infantili e azzeramenti delle prospettive temporali, invece di correre dietro alla mia inutile e banale pantomima di Futuro che non arriva mai (fosse anche una ventola per il pc che faccia meno casino), preferisco fuggire nel più nobile e scintillante orizzonte delle Stelle. Eccheppoi come mi si addirebbe per davvero la mia navetta personale con cui sparire...vi direi senza pensarci due volte "A mai più rivederci" ed... oplà.

Teorizzato da: PabloOffline a 14:52 | link | commenti (4) |

lunedì, 13 novembre 2006
La Navicella personale è un Bene di Lusso? Retrospettive sull'Anarchismo Spaziale 

Questo è un post che covavo da tempo.
Ma alla luce del nuovo eccitante materiale di cui sono venuto in possesso.....

Dopo alcuni esperimenti sconnessi mancanti di una chiara prospettiva dottrinale, principalmente riconducibili alla mistica figura di George Adamsky (in foto), l'Anarchismo Spaziale trova una sua compiuta espressione del movimento degli Astronauti Autonomi (A.A.A). Vi invito a leggere l'edificante biografia di questo pezzo d'uomo pioniere ante-litteram della liberazione cosmica (a seguire in corsivo, ma si può saltare).

Il 20 novembre 1952 Adamsky, astronomo dilettante, provò l'impulso di recarsi nel deserto presso il monte Palomar, in California. Lo attendeva un disco volante (che Adamsky descrisse accuratamente) pilotato da "Un giovane dai lunghi capelli e dall'aspetto simile ai terrestri". Il visitatore proveniva da Venere; accompagnò Adamsky in un viaggio nello spazio, descritto poi nei best seller A bordo dei Dischi Volanti e I Dischi Volanti torneranno. Adamsky fu il primo di una lunga serie di Ospiti degli UFO, terrestri che hanno viaggiato (spesso trascinati a bordo contro la loro volontà) su macchine spaziali. Fu anche il profeta di una sorta di religione spaziale, che attribuisce agli extraterrestri poteri e saggezza pari a quella delle divinità. La religione è divisa a sua volta in numerose sette che praticano riti diversi. Molto popolare è quella dei cosiddetti Contattisti, che sono, a detta loro, in costante comunicazione telepatica con i piloti dei dischi, i quali inviano esortazioni alla pace e alla fratellanza tra i popoli (in verità molto retoriche e banali). Il comandante in capo della flotta spaziale di sorveglianza nel settore del Sistema Solare sarebbe un certo Ashtar Sheran, che i numerosi contattisti italiani tengono in altissima considerazione.


L’Associazione Astronauti Autonomi (AAA) è esistita quale esperimento post-situazionista, tramite una rete di gruppi di Intellettuali e Artisti provenienti dal calderone internazionale, impegnato a studiare lo Spazio in quanto nuova frontiera di suggestioni per la Kultura Antagonista. Fondata il 23 aprile 1995 in Inghilterra e in seguito articolatasi in quaranta gruppi in diversi Paesi (Austria, Danimarca, Francia, Olanda, Svezia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Italia) non nasce in ambiente ufologico, ma possiede una sana ed autocompiaciuta componente apocalittica. La Dottrina ritiene che l’unica salvezza consiste nel costruire astronavi e abbandonare il Pianeta Terra. Questo esito è impedito dal capitalismo internazionale, che controlla e monopolizza l’astronautica; tuttavia, i costi delle tecnologie avanzate tendono a scendere e questo rende concretamente possibile spezzare il monopolio e costruire in proprio astronavi in modo autonomo e autogestito.
Lo spazio è poi presentato come un luogo del tutto libero, dove saranno possibili sesso in gravità zero (molto più piacevole di quello sulla Terra), rave parties nello spazio (dove non arrivano gli sbirri), studi di registrazione in orbita (ottima acustica), video nello spazio, e partite di calcio a tre porte”, queste ultime per sviluppare “una capacità essenziale all’astronauta spaziale: ovviamente, quella di muoversi in più direzioni contemporaneamente”.

E' stato un peccato che il primo piano quinquennale, terminato nel 2000, non abbia prodotto i risultati sperati, ovverossia le prime navicelle autogestite.

Non si ritiene in questa sede di dare credito di appartenere al Movimento Anarchico Spaziale al Manifesto di K e Militant X, 2 noti dissidenti spaziali.  Nel loro Manifesto, infatti, i due sostengono che "l'ufologia è sottoposta al controllo degli apparati dello Stato almeno dal 1947 quando alcuni dissidenti della Confederazione Aliena avrebbero cercato contatti con i terrestri. Scopo: creare un asse dissidente interplanetario". L'Anarchia Spaziale, per definizione, se ne fotte degli ufi.

Teorizzato da: PabloOffline a 13:57 | link | commenti (11) |