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"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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lunedì, 27 novembre 2006
L'Eterno Presente 

Per un'analista junghiano avido di simbolismi, la stitica e lenta deriva spaziologica dei post di questo scarno autunno sarebbe stato terreno ghiotto e di facili conquiste. Nell'oggettivare ed approfondire alcune tematiche di sfondo, preferibilmente bislacche e balzane, del volo, ma soprattutto, del Sogno Spaziale, ho cercato di effettuare un transfert delle mie complicate e confuse idee sulla percezione del (mio) futuro alla percezione collettiva del Futuro della Specie per definizione, proprio quello con la F maiuscola: la Fuga tra le Stelle. Ovviamente alla mia maniera, cioè oscura e bizzarra.

Adesso che mi trovo del giusto umore tetro, scevro da obbligatoria concentrazione, stato d'animo che mi mancava da tempo, vorrei condire il tutto con della commiserazione atavica ed il solito messaggio collettivo privo di speranza che tanta soddisfazione mi procura. Ciò non vuol dire che il percorso tematico spaziologico sia terminato...diciamo che ne sto descrivendo il manifesto politico.

Nel 1986-87 circolava nelle edicole una fantastica enciclopedia a fascicoli, di qualità veramente superba per gli standard di riferimento. Si chiamava "Astronomia", ed era straordinariamente aggiornata....fu una delle poche volte in cui costrinsi papà a comprarne un sacco di fascicoli...ne avevo almeno 3 volumi perfettamente rilegati. Il volume sul Sistema Solare era pazzesco....potevi mettere le mani su fantastiche foto giganti a colori rossastri della superficie di Marte scattate dal Viking...sulla foto di Nettuno blu cobalto presa dal Voyager nel 1986 (di cui in rete non si trova una versione di qualità appena decente)...una goduria per gli occhi per un piccolo scassaminchia. Il ricordo più vivido che ho rimane però un bellissimo grafico in scala con i riferimenti sulle dimensioni e le distanze. Da toglierti il fiato. Su quella carta morì il personale Babbo Natale di quel piccolo scassaminchia...l'unica cosa che ne cavai fu l'assoluta certezza che non avrei mai visto personalmente nella mia vita niente di tutto quello che c'era in quel libro....già i limiti dell'impossibilità mi toglievano il fiato.

Sociologicamente, adesso, come 20 anni fa, l'idea della Fuga tra le Stelle è rimasta invariata nell'immaginario collettivo...un quadro indistinto di autorappresentazione della collettività in un Futuro indefinito, a volte ridicolmente vicino...una frontiera di comodo, un illusorio orizzonte artificiale da spostare a proprio piacimento....una pantomima autoconsolatoria di supporto all'inasprimento di quello che potremmo chiamare l'Eterno Presente.
D'altronde il Futuro vero, quello con le palle, non arriva mai. Altrimenti che Futuro sarebbe.

Dunque, visto che anch'io sono quà a macerarmi nel mio Eterno Presente, zeppo di inspiegabili e continue regressioni infantili e azzeramenti delle prospettive temporali, invece di correre dietro alla mia inutile e banale pantomima di Futuro che non arriva mai (fosse anche una ventola per il pc che faccia meno casino), preferisco fuggire nel più nobile e scintillante orizzonte delle Stelle. Eccheppoi come mi si addirebbe per davvero la mia navetta personale con cui sparire...vi direi senza pensarci due volte "A mai più rivederci" ed... oplà.

Teorizzato da: PabloOffline a 14:52 | link | commenti (4) |


Commenti
#1   27 Novembre 2006 - 16:29
 
caro pablo le ventole di oggi sono silenzosissime rispetto a quelle di vneti anni fa... ma ovviamente tu lo sapevi già... che sciocco che sono!!!
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#2   27 Novembre 2006 - 17:51
 
la vista a volte inganna.
e se si toglie una s alla seconda parola di cui sopra si ottiene:
"la vita a volte inganna".
e se si aggiunge una t sempre alla stessa parola si ottiene:
"la vitta a volte inganna".
che non ha alcun significato.
mentre se si aggiunge una n si ottiene:
"la vinta a volte inganna".
che è un concetto ingannevole.
gli inganni. questo è il problema.
ma ci sono posti dove non c'è spazio per gli inganni.
tipo in paradiso.
ma il paradiso non esiste, ne consegue che non ci sono posti dove non c'è spazio per gli inganni.
da cui ne consegue che non si può escludere la perfezione a livello concettuale dacché se non c'è posto in cui non c'è spazio per gli inganni, si avrebbe uno spazio perfetto dal punto di vista dell'impossibilità di non avere spazio per gli inganni.
ma questo finirebbe per presupporre uno spazio finito.
perché se fosse infinito non si potrebbe escludere che esista una porzione in cui non ci sia spazio per gli inganni.
insomma, è un bel problema.

a.
utente anonimo

#3   28 Novembre 2006 - 09:23
 
E il sesso a gravità zero????
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#4   28 Novembre 2006 - 13:30
 
Silvio sta bene...domani abbandonera' il san raffaele.
preghiamo.
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Commenti