"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand
Mio Padre cavalcava un cammello. Io guido un auto. Mio figlio pilota un aereo a reazione. Suo figlio cavalcherà un cammello (Detto Saudita)
Ogni comunità umana tende ad auto - organizzarsi intorno ad un leader, di cui condivide orizzonti culturali e prospettive. Rappresenta per l’individuo la proiezione junghiana del proprio Super – Io cosciente.
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Un post reazionario.
Fino alla metà degli anni ’90 era piuttosto normale vedere pubblicizzate in tv collane di videocassette sulle “Città del Mondo”, con il modellino del Tai Mahal, ed era compatibile con la decenza piccolo – borghese sedersi magari in poltrona a vedere scorrere le immagini di città lontane sulla tv, l’unico teatro virtuale in cui il mondo “diventava piccolo”.
Quanto inaccettabile questo tipo di esperienza è nel XXI sec., dove stavolta il “cittadino del mondo” può andare ad esperire di persona ovunque voglia, mettendo il culo sopra un incubo energetico con le ali fintamente a basso costo, la sua ansia bulimia di compenetrazione del tutto. Il cittadino del mondo si confeziona dunque un’esperienza limitata, a livello spaziale e temporale, con cui crede di ampliare i propri orizzonti, diventare acuto conoscitore delle realtà altrui, cosmopolita, tollerante …. replicando nei fatti i limitati schemi di interpretazione della realtà suggeritigli dall’onnipotente ed univoca interpretazione mediatica, che crede di dominare, ma di cui è inutile e sciocco replicatore. L’unica cosa in cui egli acquisirà specialità, sarà in arroganza, supponenza ed una inutile quanto pericolosa falsa conoscenza per categorie.
In piena bagarre vignettistica, la Rete è piena di reportage ed accuse di illustri bloggologi che si arrogano il diritto di esporre incontrovertibili teorie, rinfacciandosi il merito di “esserci stati” …. io ci sono stato in Egitto ….. io ho lavorato in Turchia ….. dunque lo so……. io sono passato un giorno per Corviale ed ho capito tutto….. è così e colà …. come se bastasse l’esperienza “fisica”, in sé, a garantire consapevolezza. Ad affinare la percezione. Ad acuire le sensibilità.
Non basta una vita spesa nel luogo dove si è nati a capire le dinamiche profonde di un posto, a farne luce. Ma questo al cretino consumatore di “esperienze multiculturali” non interessa …. con tutta probabilità lui ha annullato il suo dato di partenza, dato che non se ne faceva nulla, come con tutto il resto del suo retaggio. Lui cede alla fiducia completa nella nuova ascesi all’individuo artefatto, dogma culturale dei furbetti…. Viaggia, chiunque tu sia, ovunque tu vada, e sarai migliore…. Ma un intreccio multiculturale di mediocrità e supponenze non farà del villaggio globale un posto diverso. La possibilità dell’incontro di due cretini distanti migliaia di miglia continuerà a non funzionare.
