Mi Manca l'Aria

"Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire" Francois Renè De Chauteaubriand

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venerdì, 13 ottobre 2006
Paraphernalia Siderali 

Mentre la mia presenza quà si centellina manco quella di David Lynch delle origini, mi sono accorto che forse sto passando un attimo il segno quando due sere fa mi sono svegliato di botto su un mezzo senza nome senza sapere dove ero diretto e figurarsi il perchè, adocchiando terrorizzato un tizio col codino da buttafuori sfigato con una giacca similpelle viola, credendo che fosse un salcazzo di controllore...poi ho valutato che su un aereoplano l'idea di un controllore è veramente malsana, così com'è difficile non avere il biglietto....

A quel punto mi è venuto un irresistibile impulso di saperne di più sulle allucinazioni d'alta quota, anzi no, meglio, sulle allucinazioni SPAZIALI, tanto per rimanere in tema con l'inutile e pretestuosa idea di fondo degli ultimi post settembrini...
Ne sono venute fuori di gustose! Questo sì che è un ambito veramente attraente di ricerca avanguardistica....insieme alla visione loop di "Event Horizon".
Comunque
Kirill Butusov, professore dell'Istituto superiore dell'aviazione civile di San Pietroburgo, pubblica sulle pagine del Komsomolskaia Pravda le confidenze strappate a un numero di tutto rispetto di eroi dello spazio della defunta Urss.
La storia comincia con Yuri Gagarin, nel lontano 1961.  Il viaggio di Gagarin è accompagnato da percezioni sinistre, "cose sensazionali" che avrebbe confidato di poter riferire se solo le autorità gliene avessero dato il permesso. Che meraviglia. Dopo di lui, Vladislav Volkov. Nel corso di una precedente missione riferì di aver udito il latrato di una cagna e il pianto di un bambino e fantasticò che ad abbaiare nel buio fosse stata Laika, la mitica cagnetta lanciata nello spazio nel 1957 e sacrificata a questo futile giochino. Gheorghi Grechko fu assalito da un raptus di angoscia mentre sorvolava il Capo di Buona Speranza ("come se una tigre mi stesse saltando addosso alle spalle" ), Aleksei Leonov si scoprì avvolto dalle note di una musica classica piovutagli addosso direttamente dalle stelle.
 
Un'esperienza piuttosto comune, stando alle confessioni dei cosmonauti, sarebbe anche la percezione spesso agghiacciante di invisibili presenze (come il controllore!!) .
Uno degli intervistati ha rivelato, sotto promessa di anonimato, di aver ascoltato un lungo discorso nel corso di uno di questi stranissimi incontri. "Sono un tuo antenato" lo avrebbe avvertito una voce senza corpo. "Sei arrivato troppo presto. Non restare qui. Ritorna sulla Terra. Non violare le leggi del Creatore". Esperienza, questa, che ricorda uno dei passi più mirabili di 2010 L'anno del contatto, il libro di Arthur C. Clarke portato sul grande schermo da Peter Hyams
Serghei Cricevski, per esempio, ha sperimentato la trasformazione nell'essere di un'altra razza. "Mi sembrava di essere diventato un dinosauro e di muovermi con le mie grosse zampe su un pianeta sconosciuto".
 Mentre per i resoconti di Valeri Sevastianov e Ieri Glaskov il termine di confronto potrebbe essere il Solaris di Stanislaw Lem, con le sue invarianze di scala che alludono alla geometria frattale e il viaggio a ritroso nella memoria: Sevastianov avrebbe avvistato, dall'abissale distanza di 300 chilometri, "la città di Soci, le strade, la casa a due piani dove sono nato". Glaskov, dal canto suo, avrebbe invece scorto una stradina brasiliana, con in mezzo un autobus azzurro.
 
Solo così ho trovato conforto alla mancanza di un film dell'orrore anni '70 a sera.
Ora torno ad ululare alla luna. Se non avessero fatto quel numero di Dylan Dog sulla scimmia spaziale, penserei di dedicare 2 ore  a riflessioni su Laika stasera...ma diabolo, sarebbe troppo banale!!

Teorizzato da: PabloOffline a 16:11 | link | commenti (8) |


Commenti
#1   14 Ottobre 2006 - 22:50
 
... c'ho pensato io a compensare la tua voglia di horror anni '70: mi sono visto "la casa dalle finestre che ridono"... ciao Andrea
utente anonimo

#2   15 Ottobre 2006 - 05:23
 
poveretti tutti questi qui.
erano arrivati a un punto di non ritorno.
comunque poveretti perché dell'astruseria non ne sapevano niente.
poveretti.

a.
utente anonimo

#3   15 Ottobre 2006 - 21:59
 
ohi, ben ritrovato: non fare un altro viaggio interstellare d'un mese, neh!

(quella dell'invarianza di scala con vista di autobus azzurro dallo spazio è davvero intrigante, sembra di vedere lo zoom digitale con fermo immagine che se ne potrebbe ricavare)
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#4   18 Ottobre 2006 - 08:42
 
Bentornato Pablozio, vediamo di aggiornare spesso mo, eh!
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#5   18 Ottobre 2006 - 09:11
 
io invece mi sono chiuso giorni e giorni su wikipedia!!!

vuoi una vera epifania?
cerca l'origine del nome scissor sisters!!!
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#6   18 Ottobre 2006 - 11:00
 
lo avevo già fatto, PG, già fatto...come non potere....
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#7   23 Ottobre 2006 - 12:21
 
Pablo, ho trovato un tuo sosia.
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#8   23 Ottobre 2006 - 14:29
 
chiedo perdono per la foto del gatto. posso sperare nel tuo perdono se ti mando un cesto di primizie danesi (cetrioli e fegato di suino)?
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